Giancarlo Abete, possibile candidato alla presidenza della Figc, ha espresso grandi perplessità sulla proposta di ripescare l’Italia ai prossimi Mondiali al posto dell’Iran, avanzata da Paolo Zampolli, inviato del presidente statunitense Donald Trump. Pur riconoscendo la speranza dei tifosi, Abete ha sottolineato la complessità normativa della situazione.

«Da tifosi non si può che sperare, da persone che hanno una logica nella quale ci sono situazioni collegate a un quadro normativo ho delle grandi perplessità», ha dichiarato Abete. Ha poi aggiunto: «Tutto può avvenire ma se, come leggo, il soggetto fa la proposta per Trump non saprei da che parte iniziare».

L'ex presidente federale ha richiamato l'importanza della rappresentatività geografica nel calcio internazionale. «Io sapevo che c’era una situazione collegata alla rappresentatività di aree geografiche. Se fossi un continente direi che quel posto spetta a una squadra dello stesso continente», ha spiegato.

Abete ha anche fatto riferimento alla sua esperienza passata, affermando di non aver approfondito la questione, sperando di non doverlo fare dopo le sue dimissioni nel 2014. Ha però riconosciuto la necessità di affrontare tali temi a causa delle mancate qualificazioni della Nazionale italiana per tre volte consecutive alle fasi finali.

La proposta di ripescaggio e le reazioni

La proposta di Paolo Zampolli, inviato speciale del presidente Trump, ha generato un ampio dibattito.

Zampolli avrebbe suggerito di sostituire l’Iran con l’Italia ai Mondiali, argomentando che gli Azzurri, con quattro titoli, possiedono il pedigree necessario per giustificare tale inclusione.

La reazione del governo italiano è stata decisa. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ha definito la proposta «vergognosa», dichiarando: «Mi vergognerei». Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha espresso una posizione chiara, affermando che la proposta «primo non è possibile, secondo non è opportuno» e ribadendo che «ci si qualifica sul campo».

Regolamento FIFA e le reali possibilità

Il regolamento FIFA in materia di sostituzione di nazionali qualificate è chiaro: in caso di rinuncia, la decisione spetta esclusivamente all’organismo calcistico mondiale.

Non sono previsti ripescaggi automatici, né tantomeno la possibilità di coinvolgere squadre di confederazioni diverse da quella della nazionale rinunciataria.

L’ipotesi più plausibile, qualora l’Iran dovesse ritirarsi, sarebbe la convocazione di una squadra appartenente alla stessa confederazione asiatica, come gli Emirati Arabi Uniti. Questa procedura mirerebbe a mantenere l’equilibrio tra le confederazioni, evitando di alterare il numero di posti assegnati a ciascuna.

Va inoltre sottolineato che la FIFA ha costantemente confermato la partecipazione dell’Iran al torneo. L'ultima di queste dichiarazioni risale al 15 aprile, e in precedenza, a marzo, il presidente Gianni Infantino aveva visitato la nazionale iraniana, ribadendo il pieno supporto alla loro qualificazione ottenuta sul campo.

In conclusione, la proposta di Zampolli rimane una ipotesi remota, priva di fondamento regolamentare e ampiamente respinta sia dalle istituzioni sportive che da quelle politiche italiane.