La campionessa olimpica Alice D’Amato, oro alla trave ai Giochi di Parigi 2024, ha intrapreso il percorso di recupero dopo un intervento chirurgico alla spalla destra. L'operazione, avvenuta un paio di settimane fa, ha costretto l'atleta genovese, 23 anni, a saltare le prime due tappe della Serie A di ginnastica artistica.

Presente al Trofeo di Jesolo per sostenere le compagne di Nazionale, D’Amato ha condiviso il suo stato d'animo e le prospettive future, enfatizzando la necessità di non affrettare i tempi di rientro. "Due settimane fa mi sono operata alla spalla destra per sistemare qualcosina andato male.

Sono in fase di recupero, adesso anche come dolore inizio a stare un pochino meglio e da adesso è tutto in salita", ha dichiarato la ginnasta. Ha aggiunto: "Devo cercare di rimettermi a posto il prima possibile, ma non voglio correre: quando si corre si rischia di fare solo danni."

Il periodo post-olimpico è stato complesso per D'Amato anche a livello psicologico. Nel 2025, infatti, le sue apparizioni in pedana sono state limitate, sebbene abbia contribuito alla vittoria della squadra agli Europei.

Il recupero e la gratitudine per il team medico

L'atleta ha espresso profonda gratitudine per il medico che l'ha operata, Guido Zattoni, evidenziando un legame che va oltre l'aspetto professionale. "Mi ha operato Guido Zattoni, è una persona tanto speciale, l’abbiamo presa di cuore e ci segue da piccoline: sono davvero grata per avermi rimessa a posto per l’ennesima volta per continuare a inseguire i miei sogni", ha affermato D'Amato.

Ha inoltre ribadito l'importanza di un recupero graduale: "Voglio rispettare i tempi giusti, ma mettercela tutta per tornare il prima possibile e il più in forma possibile: quando rientrerò mancheranno pochi anni e non voglio perdere tempo."

Le sfide psicologiche e la resilienza

Il percorso di Alice D’Amato è costellato non solo di successi sportivi, ma anche di momenti di grande difficoltà. Dopo il trionfo olimpico, la ginnasta ha affrontato una fase di depressione post-olimpica, scegliendo di affidarsi a una psicologa per superare quel periodo. Riguardo all'infortunio, ha spiegato la sua decisione di rendere pubblica la situazione: "È stato difficile tenerselo dentro, ma oggi credo sia giunto il momento di dare una spiegazione a tutti voi che mi seguite e supportate del perché ero assente nelle ultime competizioni.

Questa volta si tratta di una cosa che nessun atleta vorrebbe affrontare nella propria carriera!"

La ginnasta ha descritto il peso del dolore fisico e il senso di impotenza: "Ero stanca di lottare contro un dolore che non passava mai e contro quel senso di impotenza che mi logorava perennemente dentro, diventando una montagna insormontabile." Nonostante le avversità, D’Amato si mostra determinata ad affrontare il recupero con la sua consueta resilienza. "Non sarà facile, come ogni cosa del resto, ma sono pronta… il campo mi aspetta, e io non ho nessuna intenzione di deluderlo", ha concluso.

La sua storia è un esempio di resilienza e consapevolezza, un messaggio significativo rivolto in particolare ai giovani atleti: "Bisogna ascoltare se stessi e il proprio corpo, e accettare di rallentare quando ce n’è bisogno."