La centrale di Chieri ’76 e della Nazionale italiana di pallavolo, Anna Gray, è stata la protagonista dell’ultima puntata di Volley Night, offrendo un’intervista a 360 gradi sul suo percorso di recupero e sulle sue ambizioni future. L’atleta, originaria di Tortona, ha condiviso apertamente le sfide legate al grave infortunio al ginocchio, un ostacolo significativo che la tiene lontana dal campo ma che sta affrontando con notevole determinazione. Come ha dichiarato lei stessa: "Ci vorrà un anno per tornare ciò che ero", un’affermazione che sottolinea la complessità del percorso riabilitativo.
Gray ha fornito un aggiornamento dettagliato sul suo stato di salute e sul processo di riabilitazione dopo l’intervento chirurgico a Torino. "Adesso sto bene, meglio diciamo. Ho passato la fase dell’accettazione e ora sono in quella di recupero", ha spiegato, evidenziando il progresso mentale e fisico. L’operazione è riuscita, il ginocchio è stabile, ma i tempi di recupero per un infortunio al crociato anteriore e al menisco sono intrinsecamente lunghi. "Ho tolto le stampelle la scorsa settimana, ora sto iniziando a caricare ed a fare qualche squat", ha aggiunto, delineando i primi passi verso il ritorno all'attività. La speranza è di rientrare in campo a ottobre, prevedendo un periodo di recupero tra i 7 e i 9 mesi, mentre per ritrovare la piena forma fisica e tecnica sarà necessario circa un anno.
Per Gray, questo è il primo vero infortunio della carriera, un’esperienza che sta gestendo con grande consapevolezza, procedendo "step dopo step".
Nel 2025, per Anna Gray è arrivata anche la prestigiosa chiamata in Nazionale, un’esperienza che l’ha vista inizialmente sentirsi "una delle più inesperte". Tuttavia, l’ambiente e il gruppo azzurro si sono dimostrati estremamente accoglienti. "Non pensavo ci fosse questa premura per interfacciarsi con una ragazza che andava ad inserirsi in un gruppo decisamente consolidato", ha ammesso. Un ruolo cruciale in questa integrazione è stato quello del commissario tecnico Julio Velasco, la cui filosofia è chiara: "Guarda se giochi in stagione, come giochi ed i risultati ottenuti".
Il gruppo azzurro è descritto come una vera e propria "famiglia", caratterizzato da una forte unione e da una chiara comprensione dei ruoli individuali, che Velasco è "bravo a farglielo capire".
Il ruolo della centrale e il rapporto con le palleggiatrici
Approfondendo gli aspetti tecnici del suo ruolo, Anna Gray ha spiegato come il muro sia un elemento centrale e quasi istintivo del suo gioco. Questa abilità, tuttavia, non è innata ma "creata passo dopo passo", frutto di un intenso studio. "Cerco sempre di capire come gioca l’alzatrice e, di pari passo, è fondamentale capire i momenti della partita", ha rivelato, sottolineando l’importanza dell’analisi tattica. A livello italiano, il ruolo della centrale è considerato "il più fornito", e la fisicità rappresenta un fattore determinante.
Riguardo al rapporto con le palleggiatrici, Gray ha ammesso che per un periodo della sua carriera non vi prestava particolare attenzione, concentrandosi sul muro e sul suo "ruolo di sacrificio", pur senza fare molti punti. L’esperienza a Chieri le ha permesso di comprendere l’atteggiamento ideale di una palleggiatrice, vista come una "figura fissa da cui tutti si basano". Si considera fortunata ad avere al suo fianco Van Aalen. Tra le avversarie, le più difficili da leggere sono Ognjenović e Volosz, e con un sorriso ha aggiunto che anche Van Aalen in allenamento è "davvero difficilissima", sperando di non affrontarla mai in partita.
Obiettivi personali e sogni futuri
Guardando al futuro, Anna Gray ha delineato i suoi sogni e obiettivi, sia sul piano personale che professionale.
A livello personale, ha annunciato che nel 2027 si sposerà. Sul fronte sportivo, la Nazionale rappresenta "un pensiero fisso", un sogno costante. Con il suo club, aspira a raggiungere la finale di Coppa Italia e a conquistare nuovamente una Coppa europea. Per quanto riguarda i playoff, il suo desiderio è una "bella gara 5 contro Conegliano", a testimonianza della sua ambizione competitiva.
La determinazione, la chiarezza degli obiettivi e la profonda consapevolezza di Anna Gray emergono con forza da questo racconto. La sua testimonianza offre uno spaccato autentico sulle difficoltà e le ambizioni di una delle protagoniste della pallavolo italiana, rappresentando un esempio di resilienza e di attaccamento ai valori del gruppo, elementi distintivi nel percorso delle atlete di vertice.