Francesco Bagnaia si prepara al ritorno in pista a Jerez de la Frontera, in Spagna, dopo una pausa insolitamente lunga per la MotoGP. Il pilota piemontese, reduce da un avvio di stagione al di sotto delle aspettative, affronta il primo banco di prova europeo con la necessità di invertire la rotta e risolvere le criticità tecniche emerse con la nuova Ducati GP26.

Il problema principale, ha evidenziato Bagnaia, non è la velocità sul giro secco, ma la perdita di prestazione in gara. "Nelle prime tre gare, il weekend andava bene, poi sono stato io a fare degli errori in qualifica e mi sono trovato indietro.

Fino al sabato siamo stati competitivi, quasi sempre nella top‑5 delle sessioni. Poi in gara iniziamo a perdere prestazione, ed è proprio questo il punto su cui lavorare e da capire", ha spiegato il campione, sottolineando una chiara inversione di tendenza rispetto al 2024.

Le difficoltà in pista e il calo del grip

Il calo di grip della gomma posteriore, emerso in particolare ad Austin, ha rappresentato un ostacolo importante. "È strano perché, pur avendo mantenuto un ritmo costante in molti giri di prova il venerdì, in gara, dopo soli otto giri, ho consumato completamente la gomma posteriore. È una cosa da capire, e si sta già pensando a soluzioni diverse per il weekend", ha dichiarato Bagnaia.

Paradossalmente, la domenica, tradizionalmente suo punto di forza, è ora il momento più difficile. "È un po’ strano, perché anche in passato la domenica era il mio giorno. E ora posso essere più competitivo il sabato con il serbatoio più piccolo e con quello grande faccio fatica. È difficile da capire, ma è così. Cerco solo di entrare in pista e spingere al massimo, adattandomi alla situazione", ha ammesso il pilota, con la Ducati che ha analizzato a fondo i dati per cercare soluzioni.

Feeling e problematiche condivise in Ducati

Nonostante le difficoltà, il feeling con l'anteriore della moto è migliorato rispetto all'anno precedente. "L'anteriore quest'anno è più sincero, senti meglio cosa sta chiedendo e quanto puoi spingere.

Se spingo abbasso i tempi, quindi il feeling è più veritiero e senti di più il limite", ha spiegato Bagnaia, confrontando la moto attuale con quella dell'anno precedente.

Il confronto interno al box Ducati evidenzia problematiche comuni e una direzione di sviluppo condivisa. "In questo 2026 siamo tutti più o meno con lo stesso feeling: Di Giannantonio si sta adattando bene, mentre Marc e Alex Marquez faticano con la frenata, un problema che avevo io l'anno scorso. Stiamo lavorando tutti insieme per capire cosa fare, confrontandoci ad Austin e Goiania per definire le richieste a Ducati e andare nella stessa direzione", ha affermato Bagnaia, sottolineando l'importanza del lavoro di squadra.

Il DNA della Ducati e le speranze per il futuro

A Jerez, Bagnaia ha ribadito le difficoltà incontrate con le recenti versioni della moto. "Da due anni faccio fatica, il DNA della GP25 e della GP26, che è lo stesso, non mi permette di esprimermi al 100%", ha dichiarato il pilota torinese, aggiungendo: "Guido sempre in difesa e non posso più sfruttare il mio punto di forza, che era la staccata".

Bagnaia ha espresso la speranza che i test possano portare a una svolta: "Spero che già dai test di lunedì si riesca ad andare nella direzione in cui siamo arrivati fino al 2024. In questo momento ci sono anche altri piloti che si lamentano delle stesse cose". Nonostante le difficoltà, il campione si dice felice di tornare in pista dopo una lunga pausa e fiducioso nelle proprie potenzialità: "C'è tanta voglia di gareggiare, ci siamo preparati molto. Conosco le mie potenzialità, quando ho avuto la possibilità sono stato sempre avanti".