Matteo Berrettini ha subito una sconfitta amara al primo turno del Masters 1000 di Madrid, cedendo al croato Dino Prizmic con il punteggio di 6-3, 6-4. L'esordio deludente sulla terra rossa spagnola lo vedrà scivolare al di fuori della top-100 del ranking ATP. Questa battuta d'arresto si inserisce in un periodo complesso per il trentenne romano, già eliminato agli ottavi di Montecarlo da Joao Fonseca e al primo turno dell'ATP 250 di Marrakech da Ignacio Buse. Nonostante ciò, la sua partecipazione al Roland Garros è assicurata, ma è chiara la necessità di una pronta inversione di tendenza.

In conferenza stampa, Berrettini ha offerto una lucida analisi del suo momento: "Per fortuna ultimamente il problema non è il mio corpo, che comunque mi ha tolto tanti momenti della mia carriera. Tutti gli stop e le ripartenze che ho dovuto fare per tornare in campo e andare a caccia non mi hanno mai fatto sentire in controllo di quello che stavo facendo, mi trovavo sempre a rincorrere. Tutti però credo che abbiano dei problemi e delle sfide nelle loro carriere, sta tutto nella quantità di energie che uno ha per superare questi momenti". Il finalista di Wimbledon 2021 ha poi rivelato di essersi sentito "molto molto forte mentalmente" negli ultimi 4-5 anni, pur ammettendo momenti di debolezza in cui non ha goduto appieno del tempo in campo.

"È un peccato, perché è il mio unico obiettivo per la stagione: non sto rincorrendo nessuna classifica o nessun torneo, vorrei soltanto godermi il mio tempo in campo… A volte è stata dura, a volte meno", ha ribadito.

Le sfide tra corpo e mente

Berrettini ha ripercorso le difficoltà legate agli infortuni che hanno segnato la sua carriera fin da giovanissimo: "Sono stato abbastanza sfortunato da infortunarmi fin da quando avevo 12-13 anni. Sono sempre stato attento alla preparazione in palestra, alle ore in campo… Quando ero più piccolo stavo crescendo molto, non avevo neanche un muscolo ed è stato difficile gestire tutto il lavorofisico che dovevamo fare per migliorare, insieme a quello svolto a livello tennistico.

Quando sono arrivato al mio massimo è iniziato a cadere un po’ il castello, però fa parte del gioco: spingiamo il nostro corpo e la nostra mente al limite, sono comunque molto orgoglioso della mia carriera e di come ho sempre lottato. Il tennis però non è una matematica: non è che se tutto intorno a te è perfetto allora vincerai partite".

Il tennista romano ha poi sottolineato l'importanza cruciale dell'equilibrio tra le diverse componenti: "Quando il problema non è il corpo è la mente, quando non è la mente è il braccio. Il bello del tennis è che devono esserci tutta una serie di cose collegate che ti permettono di competere. Oggi non sono riuscito a competere al mio meglio, non trovando la giusta energia e il giusto equilibrio.

Quando questo succede mi dispiace tanto, perché il motivo principale per cui ancora gioco a tennis è che mi voglio godere questi momenti, le lotte, i ‘vamos’ in faccia, le racchette spaccate, i match point falliti e quelli concretizzati. A volte diventa un po’ tutto grande da gestire e nonostante io abbia le spalle abbastanza larghe vengo schiacciato un po’, quindi poi mi perdo il gusto e se perdi il gusto non c’è nessuna professione al mondo che ti possa piacere".

L'andamento del match e le prospettive future

Durante la partita contro Prizmic, Berrettini ha faticato a essere incisivo nei turni di servizio e ha mostrato segni di nervosismo, come confermato dalle sue parole rivolte al proprio angolo: "Non sono in grado di competere".

Nel secondo set, l'italiano ha provato a reagire ma alcuni errori nei momenti chiave hanno permesso al croato di chiudere la partita. Nonostante la delusione per l'eliminazione precoce, la presenza di Berrettini nel tabellone principale del Roland Garros è garantita. Tuttavia, per invertire la rotta e tornare competitivo ai massimi livelli, il tennista dovrà ritrovare la sua migliore forma fisica e mentale, insieme a nuove energie e motivazioni.