Edoardo Caneschi, centrale della Powervolley Milano, ha condiviso le sue riflessioni sulla stagione appena conclusa e sulle prospettive future. La vittoria della Challenge Cup ha rappresentato un momento di riscatto per la squadra, dopo un'annata difficile, segnata da numerosi infortuni che ne hanno condizionato il percorso. Caneschi ha descritto l'annata come "triste per colpa dei tanti infortuni che ci hanno colpito e condizionato. Siamo partiti in salita, avevamo trovato un buon ritmo ma nel complesso è stata travagliata. Ci siamo tolti comunque soddisfazioni e ce ne ricorderemo con piacere".

Analizzando la serie playoff contro Verona, Caneschi ha evidenziato i momenti di difficoltà iniziali e la successiva capacità della squadra di reagire. "Abbiamo preso la convinzione che se riuscivamo ad infastidirli anche solo con una difesa in più, una ricezione o cose simili, potevamo cambiare marcia". Dopo aver sofferto in gara-1, la squadra si è compattata in gara-2, pur non credendoci abbastanza. La gara-3, sebbene iniziata con un doppio svantaggio (2-0), ha visto Milano recuperare fino al 2-2, dimostrando maggiore lucidità nel tie-break decisivo. Ha inoltre suggerito che Verona, in semifinale, necessiti solo di ritrovare tranquillità, possedendo tutte le qualità fisiche e tecniche.

Le difficoltà personali e la crescita in campo

La stagione ha presentato anche sfide significative a livello personale per Caneschi. "Quest’anno è stato molto difficile", ha ammesso di aver sofferto per aspettative di carriera non concretizzatesi. "Quando c’è stato il periodo in cui si è iniziato a parlare del prossimo anno e mi aspettavo alcune opzioni, quelle non sono arrivate. Ho perso fiducia in me stesso e sto ancora facendo fatica a ritrovarla". Il ritmo serrato delle partite, ha aggiunto, non concede tempo per un "reset", rendendo cruciale credere in sé stessi. Nel suo ruolo di centrale, Caneschi si definisce versatile, "in una sorta di via di mezzo" tra attacco e muro. Negli ultimi anni, ha notato una significativa crescita "a livello di muro e di lettura", aspetti che predilige, pur faticando alla battuta se non tocca palla da tempo.

La CEV Challenge Cup è stata un traguardo di grande importanza. "Sicuramente una bella vittoria e un sollievo", ha commentato Caneschi, ricordando come fosse un obiettivo prefissato a inizio stagione. Affrontare i rivali più temibili, polacchi e turchi, prima delle finali, ha permesso di giungere all'atto conclusivo con maggiore serenità. La vittoria in casa è stata descritta come "bellissimo" e "incredibile", un momento di grande gioia e soddisfazione.

Nazionale e futuro: l'estero e il ritorno a Verona

Guardando al futuro, Edoardo Caneschi non nasconde il desiderio di tornare a vestire la maglia della Nazionale. "Io cerco sempre di dare il massimo", ha affermato, pur riconoscendo le difficoltà di rientrare dopo un periodo di inattività, dove "un mese di stop è pesante ed è molto più complicato" a livello di concentrazione.

Ha espresso un rammarico per non aver giocato meglio in alcune occasioni, ma si è sempre sentito a suo agio nel gruppo azzurro, sperando in una convocazione estiva. Sul fronte del prossimo anno, il centrale ha aperto all'ipotesi di un'esperienza all'estero, un'idea che lo affascina e che potrebbe concretizzarsi in Giappone, con lo Shizuoka. Pur riconoscendo i vantaggi di giocare in Italia, l'opportunità internazionale lo attrae. Non ha escluso un ritorno a Verona, città per la quale nutre un affetto particolare: "Città della quale sono innamorato ci tornerei molto volentieri".

A livello individuale, Caneschi si è distinto anche nella SuperLega. In una recente giornata di campionato, ha realizzato 17 punti, emergendo come il miglior centrale della partita. La sua prestazione è stata impreziosita da 6 ace, a testimonianza della sua crescita tecnica e del suo valore cruciale per la Powervolley Milano.