Il Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni ha respinto in via definitiva il ricorso presentato da Antonio Zappi, confermando la squalifica di tredici mesi che gli era stata inflitta. Questa decisione irrevocabile comporta la sua immediata decadenza dalla carica di presidente dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA), ponendo fine al suo mandato alla guida dell'organismo arbitrale nazionale.

Il verdetto del Collegio e le reazioni di Zappi

Il verdetto è giunto al termine di un'udienza che si è protratta per circa un'ora e mezza, culminando in una sentenza che ha sancito la fine della presidenza Zappi.

L'ex numero uno degli arbitri ha manifestato profonda amarezza per l'esito del procedimento, ribadendo di essere «un uomo di profondi valori». Ha descritto la sanzione di tredici mesi come un vero e proprio «ergastolo dirigenziale», sottolineando come la consideri una pena sproporzionata rispetto al contesto dell'AIA e all'intero sistema sportivo. Zappi ha inoltre annunciato l'intenzione di analizzare attentamente le motivazioni che hanno portato a tale sentenza. L'obiettivo è valutare eventuali margini per un'ulteriore impugnazione o per richiedere un possibile risarcimento, ipotizzando di ricorrere all'ultimo grado di giudizio previsto dalla giustizia sportiva e ad altri eventuali passaggi legali.

Le implicazioni regolamentari e la decadenza

La decadenza di Antonio Zappi dalla presidenza dell'AIA non è solo una conseguenza diretta della sentenza, ma è anche una misura automatica dettata dalle normative sportive vigenti. Specificamente, l'articolo 29 comma 1 dello Statuto della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e l'articolo 15 del Regolamento dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) stabiliscono chiaramente che una squalifica superiore ai dodici mesi impedisce a chiunque di ricoprire cariche all'interno dell'ordinamento sportivo. Con la conferma della sanzione di tredici mesi, dunque, la sua posizione è diventata insostenibile, portando alla sua formale estromissione dalla guida dell'Associazione.

Il contesto della sanzione e il futuro dell'AIA

La sanzione di tredici mesi, ora definitivamente confermata dal Collegio di Garanzia del Coni, era stata originariamente inflitta a Zappi lo scorso gennaio dal Tribunale Federale Nazionale. Le accuse principali riguardavano modalità sleali e un presunto abuso della propria funzione durante il suo mandato. La durata di questa inibizione, superando la soglia di un anno, ha innescato il meccanismo di decadenza automatica dalla carica. In seguito a questa pronuncia, l'AIA si trova ora ad affrontare una fase di reggenza provvisoria. Sarà necessario avviare un processo che porterà a nuove elezioni, con l'obiettivo di ridisegnare i vertici arbitrali e garantire la continuità operativa dell'Associazione.