La scoperta di una cimice nella sede della Federazione Italiana di Atletica Leggera (Fidal) ha generato attenzione, ma il presidente Stefano Mei ha minimizzato l'accaduto, esprimendo serenità per sé e per la federazione. L'episodio, emerso nella giornata odierna, riguarda specificamente la stanza del segretario generale Alessandro Londi. La Fidal ha ufficialmente dichiarato di non aver ricevuto alcuna denuncia o esposto formale in merito, una posizione che mira a rassicurare sull'integrità federale.

Le rassicurazioni del Presidente Mei

“La Fidal non ha ricevuto denunce o esposti, sono tranquillo per me e la federazione”.

Con queste parole, rilasciate a un'agenzia di stampa, Stefano Mei ha voluto fugare dubbi sul clima interno e la stabilità dell'ente. Ha sottolineato di aver ricevuto soltanto una comunicazione di natura interna sull'accaduto, preferendo non rilasciare ulteriori commenti in questa fase. Mei ha inoltre annunciato che, una volta rientrato a Roma in settimana, si prenderanno decisioni concrete sulle prossime azioni da intraprendere. "Se è accaduta veramente qualcosa," ha affermato con fermezza, "tutto ciò avrà dei responsabili," evidenziando l'intenzione di fare chiarezza e individuare eventuali responsabili.

Il Consiglio Federale e i progetti strategici

L'episodio della cimice è emerso all'indomani di un consiglio federale in videoconferenza.

Tuttavia, il presidente Mei ha categoricamente smentito che la cosiddetta "spy story" fosse all'ordine del giorno delle discussioni. "Non si è parlato di questo," ha precisato, chiarendo che l'incontro era focalizzato su temi di ben altra natura. Il consiglio ha deliberato di portare avanti due iniziative di primaria importanza per il futuro dell'atletica italiana: un progetto con Sport e Salute e un'iniziativa strategica interna alla federazione. Queste decisioni riflettono l'impegno della dirigenza verso lo sviluppo e la crescita del movimento.

Un precedente inquietante: il caso Equalize

La scoperta della cimice nella stanza del segretario generale Alessandro Londi, nella sede romana della Fidal, richiama un episodio inquietante che aveva scosso l'ambiente federale.

Si tratta del caso Equalize, che vide coinvolto Giacomo Tortu in un presunto tentativo di dossieraggio ai danni dell'atleta Marcell Jacobs. In quell'occasione, la gravità spinse il presidente Mei a convocare d'urgenza un consiglio federale straordinario, anch'esso in videoconferenza, mentre si ipotizzava una rottura interna tra i vertici della federazione. L'attuale vicenda evoca scenari di sorveglianza e tensioni che la Fidal si trova nuovamente ad affrontare.