Angelo Binaghi, presidente della Federazione Italiana Tennis e Padel (FITP), ha espresso con grande enfasi il suo entusiasmo per il recente trionfo di Jannik Sinner. La vittoria nella finale del Masters 1000 di Montecarlo contro Carlos Alcaraz ha infatti permesso al tennista altoatesino di riconquistare con merito il vertice del ranking mondiale. Binaghi ha dichiarato con convinzione: “Siamo abituati alle imprese di questo grande campione. Se non avesse avuto quella squalifica ingiusta, che grida vendetta, il numero 1 non l’avrebbe mai lasciato, perché è il giocatore più forte al mondo.” Il presidente federale ha inoltre posto l'accento sulla sorprendente adattabilità di Sinner sulla terra battuta, una superficie che in passato era considerata meno favorevole al suo stile di gioco.
Questa evoluzione alimenta una forte fiducia in vista del prossimo e attesissimo torneo di Roma. “Lo aspettiamo a Roma a braccia aperte per cercare di sfatare il tabù che va avanti da 50 anni nel singolare maschile e che quest’anno dobbiamo cercare di conquistare,” ha aggiunto Binaghi, caricando di aspettative l'appuntamento nella Capitale.
Sinner: la crescita sulla terra battuta e le prospettive
Il presidente della FITP ha ricordato che già lo scorso anno Sinner aveva dimostrato un livello di gioco elevato sulla terra battuta, raggiungendo ben tre match point al Roland Garros, un chiaro segnale delle sue potenzialità. “Credo che avesse già un livello altissimo sulla terra battuta,” ha spiegato Binaghi, fornendo un'analisi comparativa: “Non dimentichiamo che Alcaraz è nato e cresciuto sulla terra, mentre Sinner ha avuto una formazione più completa, con un gioco che si adatta meglio al veloce indoor.
Ora sta mettendo le cose a posto anche sulla terra battuta.” Questa progressiva messa a punto del suo gioco su ogni superficie conferma la sua versatilità e la capacità di eccellere, rafforzando ulteriormente le aspettative per i prossimi e importanti impegni agonistici.
Il futuro del tennis italiano: successi e ambizioni
Binaghi ha esteso il suo apprezzamento anche alla Nazionale femminile, elogiata per la netta e convincente vittoria contro il Giappone nelle qualificazioni alla Billie Jean King Cup. “Sulle ragazze non ho dubitato nemmeno un attimo, è uno squadrone,” ha commentato con orgoglio. Ha poi menzionato le figure chiave della squadra: “C’è una grande giocatrice come Paolini, un’emergente come Cocciaretto e, inoltre, possono usufruire dell’esperienza della nostra capitana Garbin e di Errani, una garanzia in questo tipo di competizione.”
Guardando al futuro del movimento, il presidente federale ha espresso l’auspicio che il tennis italiano possa concretamente trasformarsi in una “miniera d’oro del nostro Paese.” Questa ambiziosa visione mira non solo ad attrarre eventi di grande rilievo internazionale, ma anche a generare un significativo impatto economico per l'Italia.
Binaghi ha enfatizzato la centralità dell’Italia nel panorama tennistico mondiale e ha sottolineato l’importanza di una stretta e proficua collaborazione con il governo, in particolare con il ministro Abodi, per “capire su quali gare concentrare il nostro impegno comune” e massimizzare i risultati.