Pietro Riva ha segnato una nuova pagina nella storia della maratona italiana con la sua prestazione alla Maratona di Rotterdam, una delle più veloci al mondo. Il quasi ventinovenne atleta piemontese ha chiuso la gara in 2h06:46, migliorando il proprio primato personale di 51 secondi. Questo risultato lo rende il quarto italiano più veloce di sempre sulla distanza dei 42,195 chilometri.
Riva ha superato nella graduatoria nazionale atleti come Nekagenet Crippa, Stefano Baldini ed Eyob Faniel, posizionandosi dietro a Iliass Aouani (2h04:26), Yeman Crippa (2h05:18) e Yohanes Chiappinelli (2h05:24).
Allenato da Stefano Baldini, campione olimpico ad Atene 2004, Riva ha mostrato una crescita costante. Nel 2023 era sceso sotto l’ora nella mezza maratona a Valencia (59:41) e nel 2024 aveva conquistato l’argento agli Europei di Roma sui 21,097 km, dietro a Yeman Crippa. A Rotterdam, Riva ha concluso all’ottavo posto in una gara maschile vinta dall’etiope Guye Adola (2h03:54), seguito dal connazionale Tesfaye Deriba (2h04:14) e dal belga Bashir Abdi (2h04:19). La gara femminile ha visto la doppietta etiope con Mekides Shimeles (2h18:56) e Aminet Ahmed (2h21:25), con il terzo posto per Shitaye Eshete del Bahrain (2h23:22).
Rotterdam: Maratona da record in condizioni ideali
La Maratona di Rotterdam si conferma un appuntamento cruciale per tempi eccezionali nel calendario internazionale.
L’edizione 2026 si è svolta in condizioni meteo ideali: temperature tra i 9 e gli 11 gradi e vento quasi assente, fattori che hanno favorito prestazioni di altissimo livello.
Il percorso, noto per la sua piattezza e l’asfalto compatto, ha permesso a molti atleti di avvicinarsi o superare i propri record personali. La strategia dei pacemaker è stata fondamentale, mantenendo un ritmo di 2:55-2:56 al chilometro per i primi trenta chilometri, rendendo la gara particolarmente competitiva e veloce.
La tecnologia podistica ha avuto un ruolo chiave, con l’ampio uso di scarpe con piastra in carbonio tra i top runner, consentendo di sostenere ritmi elevati fino al termine. Rotterdam si conferma un laboratorio per le prestazioni di élite, punto di riferimento per gli atleti che puntano a risultati importanti anche in maratone successive, come quella di Boston.
Il futuro della maratona italiana con Pietro Riva
Il risultato di Pietro Riva è un segnale molto positivo per la maratona italiana. Superare un’icona come Stefano Baldini nella classifica all-time evidenzia la qualità del lavoro svolto dall’atleta piemontese e dal suo staff. Riva, che compirà ventinove anni il primo maggio, ha dimostrato di poter competere ai massimi livelli, confermando la crescita della scuola italiana della lunga distanza.
Il suo percorso, fatto di miglioramenti costanti e piazzamenti prestigiosi, alimenta grandi speranze per il futuro delle maratone azzurre. La Maratona di Rotterdam si è rivelata ancora una volta il palcoscenico ideale per testare la condizione degli atleti. I risultati ottenuti quest’anno, sia in campo maschile che femminile, sottolineano la competitività e il valore di una gara che resta un punto fermo per il running internazionale.