Il sogno di un'impresa storica si è infranto sul pavé della Parigi-Roubaix per Tadej Pogacar. Il campione del mondo sloveno ha dovuto accontentarsi di un amaro secondo posto, vedendo così sfumare la possibilità di conquistare tutte le prestigiose Monumento del ciclismo nello stesso anno. Dopo aver già trionfato in questa stagione alla Strade Bianche, alla Milano-Sanremo e al Giro delle Fiandre, Pogacar si era presentato ai nastri di partenza dell'Inferno del Nord con l'ambizione di scrivere una pagina indelebile nella storia di questo sport. Tuttavia, la volata finale al Velodromo di Roubaix ha premiato la potenza di Wout Van Aert, che ha negato allo sloveno la vittoria.
La corsa è stata un vero calvario per Pogacar, costretto a fronteggiare numerose avversità. Tre forature hanno rallentato la sua progressione, facendogli perdere tempo prezioso e costringendolo a un dispendio energetico notevole per rientrare sul gruppo di testa. Nonostante i suoi strenui tentativi di distanziare i rivali sui temibili tratti in pavé, il fuoriclasse sloveno non è riuscito a creare il divario decisivo e ha dovuto arrendersi allo sprint finale. Van Aert, dal canto suo, ha saputo resistere agli attacchi incessanti di Pogacar, piazzando poi uno sprint irresistibile che gli ha consegnato il suo primo trionfo nella Regina delle Classiche, spezzando una lunga serie di sfortunate partecipazioni a questa corsa iconica.
Un'occasione storica mancata per Pogacar
La vittoria alla Parigi-Roubaix avrebbe proiettato Tadej Pogacar in una dimensione leggendaria: sarebbe diventato il primo corridore della storia ad aggiudicarsi ben cinque Monumento nell'arco di 365 giorni, considerando i suoi successi dalla Liegi 2025 alla Parigi-Roubaix 2026. Un'impresa che gli avrebbe aperto le porte a un filotto senza precedenti nel 2026, consolidando ulteriormente il suo status di dominatore delle classiche. Dopo aver finalmente sfatato il tabù della Milano-Sanremo, il 27enne sloveno dovrà ora attendere almeno il 2027 per tentare nuovamente l'assalto alla Parigi-Roubaix e completare la sua collezione delle classiche più prestigiose al mondo.
Il risultato di quest'anno eguaglia il secondo posto ottenuto un anno fa, mentre il grande rivale Mathieu Van der Poel, reduce da una leggendaria tripletta (tre vittorie consecutive) alla Roubaix, è rimasto attardato a causa di problemi meccanici, non potendo così lottare per il successo finale.
Il trionfo di Van Aert e le dinamiche della corsa
Wout Van Aert ha finalmente infranto la maledizione che sembrava perseguitarlo nelle precedenti edizioni della Parigi-Roubaix, imponendosi con uno sprint di potenza contro il campione del mondo. "Arrivare in volata con il campione del mondo e batterlo in uno sprint è qualcosa di molto speciale", ha dichiarato un emozionato Van Aert dopo la vittoria, dedicando il suo storico successo all'ex compagno di squadra Michael Goolaerts.
Il ciclista belga, già vincitore della Milano-Sanremo nel 2020, ha così aggiunto un secondo titolo Monumento al suo palmarès, confermando la sua statura tra i grandi del ciclismo. La corsa è stata caratterizzata da numerosi colpi di scena e imprevisti, con molti dei principali favoriti costretti a fare i conti con forature e guasti meccanici che hanno rimescolato le carte. Il podio è stato completato dal connazionale di Van Aert, Jasper Stuyven, che ha conquistato il terzo posto, mentre Van der Poel, penalizzato da ben due guasti tecnici, ha chiuso al quarto posto. Per Pogacar, nonostante la delusione per la vittoria sfumata, resta la consapevolezza di aver comunque disputato una stagione eccezionale, confermandosi un protagonista assoluto e incontrastato delle classiche.