La Scheldeprijs 2026 si appresta a celebrare la sua 114ª edizione, confermandosi come un appuntamento imperdibile per gli specialisti della velocità. La corsa, che unisce Terneuzen nei Paesi Bassi a Schoten in Belgio, si snoda su un percorso di 205,2 chilometri interamente pianeggiante. Questa classica è da sempre considerata la “madre” delle gare per velocisti, un vero e proprio banco di prova per chi ambisce a imporsi nello sprint puro.
Il tracciato, pur privo di asperità altimetriche significative, presenta le sue insidie. Al chilometro 140, i corridori affronteranno il primo tratto impegnativo: lo Sint Jobsesteenweg, mezzo chilometro di acciottolato.
Successivamente, a soli otto chilometri dal traguardo, il gruppo transiterà per la prima volta sul Broekstraat, un settore in pavé di 1,7 chilometri che sarà poi ripetuto all'interno del circuito finale. Quest'ultimo, di 16,9 chilometri, dovrà essere percorso per tre volte prima dell'arrivo a Schoten, località che ospita la conclusione della corsa per la 96ª volta dal 1926.
I grandi nomi e le sfide aperte
Tra i favoriti di questa edizione spicca Jasper Philipsen del team Alpecin Premier‑Tech, già vincitore della Scheldeprijs nel 2021 e nel 2023. Il ciclista belga, che in questa stagione ha già conquistato due successi, inclusa la prestigiosa Gand Wevelgem, punta con decisione alla tripletta, forte della sua reputazione come uno degli sprinter più potenti del gruppo.
Il suo rivale più temibile è senza dubbio Tim Merlier della Soudal Quick‑Step, detentore delle ultime due edizioni e determinato a firmare il tris consecutivo. Tuttavia, la sua preparazione è stata condizionata da problemi al ginocchio che lo hanno limitato durante l'inverno, rendendo la sua condizione fisica una delle principali incognite della vigilia, avendo disputato una sola gara quest'anno.
Non mancano altri pretendenti di alto livello, pronti a inserirsi nella lotta per la vittoria. Dylan Groenewegen, portacolori della Unibet Rose Rockets, ha già all'attivo quattro vittorie nel 2026 e vede nella Scheldeprijs l'occasione per rilanciarsi definitivamente tra i migliori sprinter a livello internazionale.
Tra gli atleti da tenere d'occhio figurano anche Jordi Meeus, Phil Bauhaus, Pavel Bittner, Pascal Ackermann e l'italiano Simone Consonni, tutti pronti a giocarsi le proprie carte in una corsa che, quasi per tradizione, si decide con un epilogo in volata.
Le insidie tattiche e il finale iconico
Nonostante l'apparente semplicità altimetrica, la Scheldeprijs è una gara ricca di insidie tattiche, in particolare a causa del vento. Lungo i primi cento chilometri, il gruppo sarà costantemente esposto alle raffiche provenienti dall'estuario della Schelda e dal Mare del Nord, creando le condizioni ideali per la formazione di ventagli e possibili frazionamenti del plotone. Dopo aver varcato il confine belga nei pressi di Essen, la tensione aumenterà progressivamente in vista dell'ingresso nel circuito finale, dove le squadre dei velocisti intensificheranno la lotta per le posizioni di testa, fondamentali per lanciare al meglio i propri capitani.
L'arrivo sulla Churchilllaan di Schoten è riconosciuto come uno dei più iconici nel panorama ciclistico mondiale: un lungo rettilineo che esalta la potenza pura e il tempismo perfetto degli sprinter. La partenza ufficiale è fissata alle 13:00 dalla Stadhuisplein, con l'arrivo stimato intorno alle 17:15. Per i velocisti, la Scheldeprijs rappresenta una delle poche e preziose opportunità stagionali per conquistare una classica di prestigio, in una primavera che vede spesso protagoniste le grandi corse del nord con i loro muri e il pavé.