Il mondo del ciclismo è stato scosso dalla decisione dell’UCI di vietare l’uso del sistema Gravaa, una tecnologia innovativa per la regolazione della pressione dei pneumatici in corsa. Questa mossa, che ha colpito duramente il team Visma | Lease a Bike, è giunta a pochi giorni dalla Parigi-Roubaix, una delle classiche più esigenti e tecnicamente complesse del calendario.

Il rivoluzionario sistema Gravaa permetteva ai corridori di modificare la pressione delle gomme in tempo reale, adattandola alle mutevoli condizioni del percorso, in particolare sui celebri tratti di pavé della Roubaix.

Questa soluzione tecnica offriva un vantaggio significativo in termini di aderenza e comfort sui settori più brutali, consentendo poi di aumentare la pressione sui tratti asfaltati per massimizzare la velocità. La decisione dell’UCI, comunicata tramite una lettera inviata al team Visma due settimane fa, ha scatenato la rabbia della squadra olandese, che si è sentita penalizzata da una scelta ritenuta poco chiara e priva di preavviso.

Il divieto dell'UCI e la protesta della Visma

L’UCI ha motivato il divieto richiamandosi alla normativa sulla disponibilità commerciale dei materiali. Il sistema Gravaa, infatti, era stato temporaneamente ritirato dal mercato a seguito della bancarotta dell’azienda produttrice, sebbene sia successivamente tornato disponibile.

Mathieu Heijboer, direttore della performance del Team Visma | Lease a Bike, ha dichiarato: "Abbiamo ricevuto una lettera in cui si indicava che il sistema è proibito fino a fine stagione". Heijboer ha definito la spiegazione "una storia vaga", sottolineando la mancanza di un "avviso preventivo. Di fatto, lo abbiamo utilizzato anche al GP Denain". Questa assenza di chiarezza e di comunicazione anticipata ha accresciuto la frustrazione del team, che intravede nella tempistica della decisione un elemento sospetto: "Questo, ovviamente, non è casuale".

Il timore di incorrere in sanzioni, che possono variare dall’ammonizione alla squalifica, ha spinto la Visma a rinunciare all’utilizzo del sistema Gravaa nella Parigi-Roubaix.

Per Wout van Aert, uno dei principali favoriti della corsa e ancora in cerca del suo primo successo in questa classica, la decisione rappresenta un ostacolo concreto. Interrogato sull’impatto del divieto sulle possibilità di vittoria del belga, Heijboer ha risposto in modo perentorio: "Sì".

L'impatto sulla Parigi-Roubaix e le questioni regolamentari

La Parigi-Roubaix è una delle gare più esigenti dal punto di vista tecnico, con oltre cinquanta chilometri di pavé che mettono a dura prova sia i corridori sia i materiali. La capacità di regolare la pressione dei pneumatici in corsa rappresentava una delle poche innovazioni specificamente pensate per affrontare le insidie dell'"Inferno del Nord".

Quest’anno, con un percorso ancora più selettivo e meno opportunità di recupero tra i settori di pavé, la decisione dell’UCI assume un peso ancora maggiore per le squadre che avevano investito in questa tecnologia.

La normativa UCI impone che i materiali utilizzati siano disponibili in commercio, ma la tempistica della comunicazione e il successivo ritorno sul mercato del sistema Gravaa hanno alimentato le polemiche. La Visma, che aveva già impiegato il sistema in altre competizioni senza alcuna obiezione, si trova ora costretta a privarsi di un vantaggio tecnico proprio alla vigilia di una delle gare più cruciali della stagione. Questo episodio riaccende il dibattito sull’equità e sulla trasparenza delle decisioni regolamentari nel ciclismo professionistico.