Renzo Ulivieri, presidente dell’Assoallenatori, ha commentato l’autosospensione del designatore arbitrale Gianluca Rocchi e del supervisore Var Andrea Gervasoni, entrambi indagati nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano per concorso in frode sportiva. All’ingresso in Figc, prima del consiglio federale, Ulivieri ha osservato che «per un dovere di opportunità i due indagati si sono autosospesi dalle loro funzioni. Potevano anche non farlo ma credo che abbiano fatto la scelta giusta».
Il presidente dell'Assoallenatori ha poi approfondito il concetto, chiarendo la sua posizione sulla natura della decisione: «Scelta dovuta?
Non credo. Se andiamo a vedere in altri contesti, non mi fate dire in quali, queste cose non vengono fatte. Dentro la Federazione sono state fatte e sono contento di questo». Questa affermazione sottolinea la peculiarità della situazione all'interno della Federazione, distinguendola da altre realtà e evidenziando un approccio che Ulivieri ha evidentemente apprezzato.
Ulivieri ha concluso il suo intervento esprimendo fiducia nell'operato della giustizia, sia ordinaria che sportiva. «Il giudice ordinario dovrà andare avanti nell'inchiesta», ha dichiarato. «La procura federale si è mossa secondo me, nei tempi e nei modi, in modo inappuntabile». Un'affermazione che avvalora l'operato degli organi federali e giudiziari, suggerendo una gestione corretta e tempestiva della vicenda.
L'inchiesta e le accuse
L’inchiesta della Procura di Milano, emersa il 25 aprile, ha scosso il mondo del calcio italiano, portando all’iscrizione nel registro degli indagati di tre figure chiave: Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, Andrea Gervasoni, supervisore Var, e Daniele Paterna. Tutti e tre sono accusati di concorso in frode sportiva, un reato che implica la manipolazione di eventi sportivi per ottenere vantaggi illeciti.
Le contestazioni mosse a Gianluca Rocchi sono particolarmente significative. È accusato di aver presumibilmente orientato le designazioni arbitrali in favore di specifici club, tra cui l'Inter, e di aver violato il protocollo Var in diverse partite della passata stagione.
Queste azioni, se confermate, avrebbero potuto alterare l'integrità delle competizioni.
Per quanto riguarda Andrea Gervasoni e Daniele Paterna, l'indagine si concentra su un episodio specifico avvenuto durante la partita Salernitana–Modena dell’8 marzo 2025. Gervasoni avrebbe compiuto un presunto intervento esterno alla sala Var, sollecitando l’addetto Var Luigi Nasca a richiamare l’arbitro per una on field review. Anche Paterna è coinvolto per il medesimo episodio, un'azione che, se verificata, rappresenterebbe una grave infrazione delle procedure standard del sistema Var.
In risposta a queste gravi accuse, tutti e tre gli indagati – Rocchi, Gervasoni e Paterna – hanno optato per l'autosospensione dalle rispettive funzioni.
Una decisione che, come sottolineato da Ulivieri, sebbene non strettamente obbligatoria, è stata considerata un atto di responsabilità e opportunità in un momento così delicato per il calcio italiano.
Le reazioni e gli sviluppi
L'inchiesta ha generato un'ampia eco e diverse reazioni nel panorama calcistico italiano. L’avvocato di Gianluca Rocchi ha espresso perplessità riguardo alla chiarezza delle contestazioni, definendole «non chiare» e lamentando la mancanza di indicazioni precise sulle altre persone coinvolte nel presunto concorso in frode sportiva. Questo aspetto solleva interrogativi sulla completezza delle informazioni finora divulgate e sulla portata esatta delle accuse.
A complicare ulteriormente il quadro, l’ex arbitro Daniele Minelli ha rilasciato dichiarazioni che gettano nuova luce sulle presunte criticità del sistema arbitrale.
Minelli ha denunciato l'esistenza di un sistema diffuso di «bussate» al vetro della sala Var, una pratica che, a suo dire, non solo era comune ma alterava anche le graduatorie e le carriere arbitrali. Queste rivelazioni suggeriscono una manipolazione sistemica che andrebbe oltre i singoli episodi, delineando un quadro più ampio di criticità e mettendo in discussione l'imparzialità e la trasparenza delle procedure arbitrali. La delicatezza e la complessità della situazione richiedono un'attenta valutazione da parte degli organi competenti per garantire la piena integrità del sistema.