Il Giro d’Italia ha visto la Bahrain Victorious protagonista nella dodicesima tappa, che ha condotto la carovana in Piemonte, da Imperia a Novi Ligure. La giornata è stata segnata dal trionfo del belga Alec Segaert, che ha sorpreso il gruppo con un attacco decisivo a soli tre chilometri dal traguardo. Contemporaneamente, il portoghese Afonso Eulalio ha non solo conservato la sua maglia rosa, ma ha anche rafforzato la sua posizione nella classifica generale, consolidando l'ottavo giorno consecutivo in testa.

Il colpo di mano di Alec Segaert

Specialista delle prove a cronometro, Alec Segaert ha orchestrato un'azione astuta e potente, staccandosi dal plotone negli ultimi chilometri e resistendo al ritorno degli inseguitori fino al traguardo.

Il suo successo è stato accolto con grande entusiasmo: «È una cosa incredibile», ha dichiarato il vincitore, aggiungendo: «Avevo già vinto al Giro Next Gen e nelle categorie giovanili, ma questo successo mi porta davvero ad un livello più alto». Segaert ha poi rivelato la sua strategia: «Con Afonso in maglia rosa, il Giro era già eccellente, così raggiungiamo la perfezione. Ieri sera pensavo già all’attacco, dovevo partire ai -3. Questa idea mi è rimasta in testa tutto il giorno, e quando ho visto che gli sprinter si stavano affaticando ho cominciato a crederci di poterla fare. Oggi tutto è andato secondo i piani e se ero scontento dopo la cronometro, oggi sono al settimo cielo».

Afonso Eulalio consolida la maglia rosa

Anche Afonso Eulalio ha avuto una giornata proficua, dimostrando grande freschezza e presenza di spirito. Il leader della classifica generale si è staccato al momento opportuno dal gruppo dei migliori, conquistando sei secondi di abbuono al traguardo volante. Questo piccolo ma significativo guadagno ha ulteriormente incrementato il suo vantaggio. Dopo aver controllato la corsa fino all'arrivo, dove ha festeggiato la vittoria del compagno di squadra, Eulalio ha commentato: «Ero titubante a fare lo sprint per gli abbuoni, ma ho visto che gli altri corridori non erano interessati, quindi perché no? Ora ho poco più di trenta secondi su Jonas. Non credo che basteranno, ma vedremo.

Continuerò a lottare».

Le dinamiche di una tappa inattesa

La dodicesima frazione, lunga 175 chilometri, era inizialmente pronosticata come un arrivo in volata, ma l'andamento dell'ultima parte ha ribaltato le previsioni. Specialisti della velocità come Jonathan Milan e Paul Magnier sono stati tagliati fuori dalla lotta per la vittoria, ritrovandosi con un ritardo di circa un minuto e mezzo e incapaci di rientrare. Lo strappo decisivo si è verificato ai piedi della prima salita, quando la Movistar ha preso il controllo del gruppo, imponendo un ritmo elevato prima sul Colle Giovo e poi sul Bric Berton. Questa accelerazione ha messo in difficoltà numerosi corridori, lasciando Milan e Magnier indietro, mentre il gruppo della maglia rosa manteneva un'andatura sostenuta, neutralizzando ogni tentativo di recupero e preparando il terreno per il colpo di Segaert.