Il nuovo volume ‘Facce piene di pugni. Storie non solo di ring’ celebra la profonda passione e la competenza di Gianni Minà nel raccontare il pugilato. Curato da Loredana Macchietti, il libro raccoglie le sue storie, cronache e interviste dedicate ai grandi campioni della boxe, offrendo uno spaccato unico sugli ottant’anni più intensi di questo sport. Nato da un progetto degli anni Ottanta per una serie televisiva Rai Due sulla storia della boxe, il volume è stato pubblicato postumo, anche grazie al ritrovamento di materiali inediti.
L’opera si apre con un ricordo personale di Loredana Macchietti, che ha raccontato come l’idea del libro fosse già viva durante la realizzazione del programma televisivo.
“Ogni tanto ci pensavo e domandavo a Gianni: 'Minà, ma il libro sulla boxe?', io ne ero follemente innamorata, ma lui mi rispondeva laconicamente: 'Più avanti, più avanti, non c'è fretta'. Come al solito aveva ragione lui, le cose avvengono sempre quando devono avvenire”, ha spiegato Macchietti. La prefazione è stata firmata da Isabella Rossellini, che all’epoca collaborò con Minà come interprete durante le interviste, un’esperienza che segnò l’inizio della sua carriera professionale.
I miti del ring raccontati da Minà
‘Facce piene di pugni’ ripercorre le vicende umane e sportive di leggende del pugilato come Jack Johnson, Cassius Clay-Muhammad Ali, Joe Louis, Max Schmeling, Primo Carnera, Jack La Motta, Rocky Graziano, Joey Maxim, Rocky Marciano, Ray Sugar Robinson, Carmen Basilio, Duilio Loi, Julio Cesar Chávez, Carlos Monzón, Emile Griffith, Marvin Hagler e la gloria nazionale Nino Benvenuti.
Minà seguì da vicino Muhammad Ali, guadagnandosi la sua fiducia e un accesso privilegiato rispetto ad altri giornalisti internazionali. Il volume si configura come un diario ricco di biografie, dati, cronache di incontri e articoli, offrendo una memoria viva della boxe e dei suoi protagonisti.
La Fondazione Gianni Minà ha sostenuto la pubblicazione del libro, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio narrativo e umano lasciato dal giornalista. Questa raccolta rappresenta un omaggio alla sua straordinaria capacità di trasformare lo sport in un racconto umano, dignitoso e profondo.
L'eredità giornalistica e l'impegno di Gianni Minà
La figura di Gianni Minà è riconosciuta non solo per la sua profonda competenza sportiva, ma anche per l’etica e la sensibilità con cui raccontò le storie dei grandi campioni e degli emarginati.
Il suo giornalismo attraversò decenni di storia italiana e internazionale, producendo reportage, programmi televisivi e documentari che diedero voce a personalità come Che Guevara, Fidel Castro, Diego Armando Maradona e Muhammad Ali. La pubblicazione di ‘Facce piene di pugni’ coincide con il terzo anniversario della scomparsa di Minà ed è stata presentata in importanti sedi istituzionali, come il CONI, e in librerie di rilievo, alla presenza di giornalisti, ex campioni e rappresentanti della Fondazione.
Il libro non si limita a ripercorrere la storia della boxe, ma offre anche una riflessione sul presente di questo sport, segnato da nuove sfide e dalla necessità di mantenere viva la sua funzione sociale e formativa. L’opera si propone come una vera e propria memoria culturale e una testimonianza della profondità narrativa di Minà, capace di coniugare sport, impegno civile e racconto umano.