Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ha espresso il suo fermo auspicio per una soluzione condivisa in merito alla delicata questione della programmazione del derby. Malagò si è augurato che si possa individuare una formula “che vada bene più o meno a tutti”, sottolineando l'importanza di un approccio equilibrato e costruttivo per superare le attuali difficoltà.

Il Contesto delle Dichiarazioni sul Derby

Le affermazioni di Malagò giungono in un periodo di notevole tensione, caratterizzato da sovrapposizioni di eventi sportivi di rilievo. La programmazione del derby, infatti, si scontra con appuntamenti cruciali come la finale di Coppa Italia e gli incontri di tennis al Foro Italico.

In questo scenario, il presidente del Coni ha enfatizzato la necessità di agire con buon senso e una concreta disponibilità al dialogo tra le parti coinvolte. Ha inoltre avvertito che “non penso che arroccarsi su certe posizioni faccia l’interesse di tutti”, suggerendo apertamente che “serve buon senso e che qualcuno faccia un passo indietro” per il bene comune del calcio italiano.

Le Precisazioni di Malagò sulla Programmazione

Malagò ha voluto ricordare che l’area del Foro Italico ha storicamente ospitato, per anni, sia eventi di campionato che la finale di Coppa Italia in concomitanza con i tornei di tennis. Ribadendo la chiara distinzione delle competenze, ha evidenziato che “i calendari mi sembra che siano competenza della Lega”, specificando che non rientra nelle sue prerogative intervenire direttamente in tali decisioni.

Con uno sguardo al futuro, il presidente ha espresso la speranza che “ci si metta in condizione il prossimo anno di non doverne riparlare”, auspicando una pianificazione più efficace e meno problematica.

Il Quadro Politico e Federale del Calcio

La posizione di Malagò si inserisce in un più ampio e complesso contesto di dinamiche e tensioni all'interno delle componenti del calcio italiano. La sua figura è centrale nella corsa alla presidenza della FIGC, dove il suo principale avversario è Giancarlo Abete. Quest'ultimo, sostenuto dalla Lega Nazionale Dilettanti, ha posto l'accento sull'importanza di definire prima i programmi e solo successivamente i nomi dei candidati. Abete ha criticato l'approccio attuale, affermando che “è innaturale individuare le persone ma non i programmi condivisi”, e ha richiamato l'attenzione sulle significative difficoltà economiche che affliggono le società di Lega Pro.

Ha quindi sollecitato un confronto basato sui contenuti e sulle esigenze reali delle componenti più deboli del sistema calcistico.

Nonostante le sfide e le contrapposizioni, Malagò mantiene la posizione di favorito per il voto del 22 giugno, godendo del sostegno di importanti settori come la Serie A, gli allenatori e i calciatori. Parallelamente, il governo continua a ricoprire un ruolo chiave nei rapporti con la Fondazione Milano-Cortina, che si trova a dover gestire un significativo deficit di bilancio, stimato intorno ai 300 milioni di euro.