Jannik Sinner, attuale numero uno mondiale, ha affrontato oggi a Roma un tema di grande rilevanza per il mondo del tennis: la possibilità concreta di un boicottaggio dei tornei del Grande Slam. La discussione si è incentrata sulla necessità di garantire una maggiore e più equa quota dei ricavi ai giocatori, un punto sul quale, a suo dire, le trattative sono ancora lontane da una soluzione soddisfacente. Il campione ha evidenziato come i migliori venti giocatori, sia uomini che donne, abbiano firmato una lettera congiunta per richiedere condizioni migliori, ma tale iniziativa è stata, in larga parte, ignorata dagli organizzatori.

La questione del rispetto e le negoziazioni

Sinner ha espresso con forza il suo profondo disappunto per la lentezza e l'inefficacia delle negoziazioni. Ha paragonato la situazione del tennis ad altri sport, dove, come ha sottolineato, “Talking in other sports... within 48 hours you have… a meeting” (parlando di altri sport... entro 48 ore si ha... un incontro). Al contrario, nel tennis, “after one year we are not even close to conclusion of what we would like to have” (dopo un anno non siamo nemmeno vicini alla conclusione di ciò che vorremmo avere). Il fulcro della sua argomentazione risiede nella percezione di una mancanza di rispetto verso gli atleti, ribadendo con fermezza: “The most important is respect, and we just don’t feel it.” (Il più importante è il rispetto, e noi semplicemente non lo sentiamo).

Insoddisfazione per i premi e prospettive future

Il tennista ha inoltre fatto riferimento alla sua insoddisazione specifica per il montepremi offerto dal Roland Garros. Ha espresso la speranza che tornei prestigiosi come Wimbledon e gli US Open possano mostrare miglioramenti significativi nelle prossime settimane, indicando una chiara aspettativa da parte dei giocatori per un adeguamento delle condizioni economiche e di trattamento.

Le percentuali dei ricavi e le disparità

La questione, secondo Sinner, non riguarda esclusivamente i top player, ma l'intera comunità dei tennisti. Ha dichiarato apertamente che “It’s more about respect. Because I think we give much more than what we are getting back” (È più una questione di rispetto.

Perché penso che diamo molto più di quello che riceviamo in cambio). Sebbene non si sia impegnato direttamente in un boicottaggio, ha ammesso la difficoltà della situazione affermando: “It’s tough to say... somewhere we need to start” (È difficile dirlo... da qualche parte dobbiamo iniziare). I giocatori lamentano una diminuzione della loro quota di ricavi al Roland Garros, scesa dal 15,5% nel 2024 al 14,9% previsto per il 2026. Questo dato contrasta nettamente con la percentuale del 22% garantita in tornei ATP e WTA come l'Italian Open. Nonostante Wimbledon abbia aumentato il montepremi del 7% nel 2025, l'US Open del 20% e l'Australian Open del 16%, la sensazione generale è che, “after one year we are not even close to conclusion of what we would like to have” (dopo un anno non siamo nemmeno vicini alla conclusione di ciò che vorremmo avere), sottolineando una persistente insoddisfazione per le condizioni attuali.