A Roma, il ministro per lo Sport e per i Giovani, Andrea Abodi, ha presentato i dati aggiornati del progetto Rete Futuro, ponendo l'accento sul ruolo centrale dei giovani come "prospettiva di speranza". Abodi ha sottolineato l'urgenza di agire: "Lavoriamo oggi per venire incontro al futuro. Non c’è tempo da perdere, abbiamo ancora 14 mesi di Governo e abbiamo il dovere, la competenza e l’entusiasmo per offrirvi il massimo possibile. Deve esserci una relazione stretta tra voi e le istituzioni, fino ad arrivare a un’identificazione tra le due parti", evidenziando la necessità di un dialogo costante e di una stretta collaborazione tra le nuove generazioni e le istituzioni.

Promosso dal Ministero per lo Sport e i Giovani in collaborazione con Invitalia, il progetto Rete Futuro si propone di costruire un ponte tra i giovani e il mondo delle imprese. Attualmente, sei Hub territoriali sono operativi a Nuoro, Verona, Salerno, Novara, Brindisi e Palermo, con l'ambizioso obiettivo di espandersi a quindici entro il prossimo anno. Dall'avvio dell'iniziativa, circa 97.990 giovani sono stati coinvolti in 7.548 attività complessive di orientamento, formazione e animazione. I dati sugli stage mostrano che 285 giovani hanno completato il percorso entro il 31 marzo 2026: di questi, 123 sono stati inseriti nelle aziende ospitanti e 53 hanno trovato impiego in altre realtà. Abodi ha definito questi "numeri significativi" prima dell'intervento di Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia.

Il valore dell’investimento sui giovani

Bernardo Mattarella, amministratore delegato di Invitalia, ha sottolineato l'importanza strategica del progetto Rete Futuro, affermando che "Investire sui giovani significa investire sulla capacità del Paese di innovare, crescere e competere nello scenario globale". Il progetto, ha aggiunto, contribuisce a creare un ecosistema favorevole che "abilita talento, riduce le distanze e genera valore". I risultati ottenuti, in termini di partecipazione, acquisizione di competenze e nuove iniziative imprenditoriali, confermano l'efficacia di un modello che integra orientamento, formazione e accompagnamento, focalizzandosi sul potenziale individuale. Questo dimostra come una politica pubblica mirata possa generare opportunità reali per i giovani e per lo sviluppo dei territori.

Il progetto si caratterizza per la presenza capillare degli Hub territoriali, veri e propri punti di riferimento per la formazione e l'orientamento dei giovani. Le attività proposte spaziano da masterclass motivazionali a laboratori pratici, tutti volti a fornire strumenti concreti per l'ingresso nel mondo del lavoro e per l'autoimprenditorialità.

Le attività degli Hub territoriali

Gli Hub territoriali hanno intensificato le loro attività di formazione e orientamento. A Nuoro, l’evento “Start the Engine” ha coinvolto oltre settecento studenti tra scuole superiori e università, con masterclass e laboratori focalizzati su competenze trasversali e imprenditorialità. A Salerno, più di seicento giovani hanno preso parte a moduli come “Costruisci il tuo futuro” e a laboratori su business game e presentazioni efficaci.

Analogamente, a Novara, Palermo, Verona e Brindisi, centinaia di studenti hanno partecipato a workshop su curriculum vitae, auto-presentazione, team working e intelligenza artificiale. Queste iniziative evidenziano l'impegno costante del progetto Rete Futuro nel supportare la crescita personale e professionale delle nuove generazioni, consolidando il suo ruolo di ponte tra le ambizioni dei giovani e le esigenze del mercato del lavoro.