Giancarlo Antognoni, storica bandiera e capitano della Fiorentina, ha ribadito con fermezza la sua intenzione di non prendere parte alle celebrazioni per il Centenario viola, in programma a partire dal 29 agosto. L'ex dirigente del club ha chiarito che la sua è una decisione definitiva, annunciando la sua posizione a margine della presentazione della sua autobiografia, intitolata “Una vita da dieci, la mia storia tra la Viola e l’Azzurro”, evento tenutosi presso il Teatro Giunti Odeon di Firenze.
La coerenza di una scelta irrevocabile
Antognoni ha motivato la sua assenza sottolineando la sua indole: “A volte si può anche sbagliare, nessuno è infallibile, ma quando faccio una scelta, che sia personale, di carriera o di vita, difficilmente cambio idea”.
Ha poi aggiunto con chiarezza: “Quando prendo una decisione cerco sempre di rimanere coerente. E in questo caso lo ribadisco anche se ho sentito l’affetto dei tifosi che comprensibilmente mi vorrebbero presente al Centenario. Però è difficile che ciò possa accadere”.
Interrogato sulla possibilità di un ripensamento, l'ex numero dieci viola ha risposto con risolutezza: “So che in tanti verrebbero a prendermi, ma io devo sentirmi a posto con la mia coscienza. Quando sarà così allora vedremo”. Questa affermazione evidenzia la profondità della sua posizione personale, che prevale sul desiderio collettivo di vederlo alle celebrazioni.
Le radici di una decisione maturata nel tempo
La scelta di Antognoni non è improvvisa, ma affonda le radici in un passato più lontano.
Già cinque anni fa, in seguito al suo allontanamento dalla società, aveva espresso la volontà di non fare ritorno finché la proprietà del club fosse rimasta invariata. “Non è una decisione presa oggi. L’avevo già maturata cinque anni fa, quando sono andato via. Mi ero detto che non sarei tornato finché fosse rimasta la stessa proprietà. La proprietà è la stessa e quindi la mia posizione non cambia”, ha spiegato in un’intervista rilasciata a La Stampa.
L'ex capitano ha espresso rammarico per l'eventuale delusione di alcuni sostenitori, ma ha ribadito la necessità di rispettare il proprio stato d'animo. “Qualche tifoso può rimanerci male? Qualcuno sicuramente sì, e mi spiace. Però spero capiscano anche il mio stato d’animo.
Il mio legame con la Fiorentina non cambierà”, ha affermato, sottolineando come il suo affetto per i colori viola rimanga intatto, al di là delle dinamiche societarie.
Dignità e rapporti interrotti: il contesto della rottura
In precedenti dichiarazioni, Antognoni aveva già chiarito le motivazioni profonde della sua distanza dal club. Aveva spiegato che la sua dignità non ha prezzo e che i rapporti con la società erano divenuti inesistenti, tanto da non frequentare più lo stadio. “Cinque anni fa volevano demansionarmi. Non potevo accettare. La mia dignità non ha prezzo. Da quel momento non vado più allo stadio, i rapporti con il club sono nulli”, aveva dichiarato in passato, delineando il quadro di una rottura insanabile.
Numerosi protagonisti del mondo viola hanno tentato una mediazione, evidenziando l'importanza della sua figura. Sebastien Frey ha sottolineato con forza: “Giancarlo rappresenta la Fiorentina. Un centenario senza di lui non sarebbe lo stesso”. Anche Cesare Prandelli ha lanciato un appello accorato: “Il Centenario senza Antognoni? Non scherziamo, è come andare a messa e non trovare il prete. Giancarlo, se vuoi passo a prenderti e allo stadio si va insieme”, dimostrando il forte desiderio dell'ambiente calcistico di Firenze di vederlo presente a un evento così significativo.