Remco Evenepoel e il campione in carica Tim Wellens hanno annunciato che domenica prossima non prenderanno parte al Campionato Nazionale di ciclismo su strada belga. Una decisione legata alla volontà di finalizzare la preparazione in vista del Tour de France, ma che ha subito innescato uno scontro con la Federazione ciclistica del paese.
Il regolamento federale parla chiaro: la partecipazione alla corsa per il titolo nazionale è obbligatoria per tutti i corridori professionisti del Paese, senza alcuna distinzione di rango o blasone. Chi diserta l'appuntamento senza una giustificazione valida rischia sanzioni pesanti.
Il braccio di ferro e il rischio squalifica
I corridori che decidono di non presentarsi al via vanno incontro a una sospensione immediata di nove giorni, che include il giorno stesso della gara. Se tale stop venisse applicato alla lettera, per Evenepoel e Wellens salterebbe clamorosamente il via della corsa più importante dell'anno: la partenza del Tour de France a Barcellona.
Inoltre, qualora la prima sanzione non venisse rispettata, le regole della federazione prevedono una mano ancora più pesante: una nuova squalifica di 14 giorni e una sanzione pecuniaria (oltre all'obbligo di restituire eventuali premi).
"Non facciamo eccezioni. Il Campionato Nazionale su strada è obbligatorio per ogni ciclista professionista, indipendentemente dal profilo o dallo status", ha dichiarato categoricamente Massimo Van Lancker, Direttore Sportivo di Belgian Cycling.
"Ogni corridore ha ricevuto una e-mail informativa contenente le regole. Sta a loro conoscerle e rispettarle. Se non possono esserci, devono muoversi di conseguenza".
La "scappatoia" medica
Nonostante la rigidità della Federazione, appare improbabile che le stelle del ciclismo belga debbano rinunciare alla Grande Boucle. Esiste infatti una chiara eccezione regolamentare: il certificato medico. Presentando un attestato firmato da un dottore che ne certifichi l'indisposizione fisica (infortuni, problemi muscolari, malanni di stagione), l'assenza viene considerata giustificata e ogni tipo di sanzione decade automaticamente.
Già negli anni passati alcuni big avevano fatto ricorso a questa soluzione "strategica" dell'ultimo minuto per preservare le energie in vista del Tour (come Wout van Aert nel 2022 per un dolore al ginocchio o lo stesso Evenepoel per un mal di gola precauzionale).
"Non metterò in dubbio la decisione di un medico", ha poi smorzato Van Lancker. "Se un dottore dice che un corridore è troppo malato o ha dolore, io non mi faccio domande. Per noi è semplicemente fondamentale avere al via i migliori ciclisti del Belgio per promuovere il nostro movimento. Ed è proprio grazie a queste regole rigide che il livello della nostra competizione nazionale resta altissimo ogni anno".
Resta da capire se nelle prossime ore Evenepoel e Wellens formalizzeranno la loro assenza presentando la necessaria documentazione medica per spegnere sul nascere il rischio di una clamorosa squalifica.