Il velista Ambrogio Beccaria, trentaquattrenne milanese a bordo di Allagrande Mapei, ha scritto una pagina storica per la vela italiana trionfando nella terza edizione della Vendée Arctique. La regata, partita domenica 7 giugno da Les Sables-d’Olonne, ha visto nove skipper affrontare una impegnativa traversata in solitaria e senza scalo. L'obiettivo era raggiungere il Circolo Polare Artico a 66° Nord, scegliendo autonomamente la longitudine, per poi fare ritorno al porto di partenza.
Beccaria è il primo italiano a conquistare una regata oceanica in solitario a bordo di un IMOCA 60.
Ha tagliato il traguardo alle 3:07, dopo un'intensa navigazione durata otto giorni, quattordici ore, cinque minuti e cinquanta secondi. Il successo è arrivato al culmine di un finale combattutissimo, un vero testa a testa che lo ha visto prevalere su Sam Goodchild (Macif Santé Prévoyance) e Violette Dorange (Initiatives Cœur). "Non avrei mai pensato in vita mia di poter recuperare 200 miglia. Ma nella vela c’è sempre un pizzico di fortuna. Questo arrivo è comunque bellissimo", ha commentato Beccaria, riferendosi alla notevole distanza che aveva accumulato dai leader.
Una regata tra bonaccia e rimonte inaspettate
La terza edizione della Vendée Arctique si è distinta per l'assenza di un percorso predefinito, offrendo agli skipper la libertà di scegliere la rotta più strategica per attraversare il Circolo Polare Artico.
La competizione è stata fortemente influenzata da condizioni meteo variabili e, in particolare, da una vasta zona di bonaccia incontrata poco prima dell'arrivo, che ha rimescolato completamente le posizioni di testa. Beccaria, dopo essere scivolato fino alla quinta posizione a seguito di un intervento tecnico sotto lo scafo in Irlanda, ha dimostrato una straordinaria capacità di recupero, riconquistando la leadership nella serata di lunedì e mantenendola saldamente fino al traguardo.
Alle sue spalle, Sam Goodchild, inizialmente tra i favoriti e leader della flotta per gran parte del percorso, ha dovuto cedere il passo a causa della bonaccia finale, concludendo con un ritardo di un’ora, quindici minuti e tre secondi.
Il podio è stato completato dalla skipper francese Violette Dorange, che ha saputo sfruttare anche la penalizzazione inflitta a Élodie Bonafous per consolidare la sua terza posizione.
L'omaggio a Charlie Dalin
Questa edizione della regata è stata purtroppo segnata dalla scomparsa di Charlie Dalin, vincitore della Vendée Globe 2024-2025, deceduto a Quimper all’età di quarantadue anni a causa di un tumore. In suo onore, una foto che lo ritrae trionfante con il trofeo della Vendée Globe è stata esposta nel porto di Les Sables-d’Olonne. I membri del comitato organizzatore hanno voluto rendergli omaggio indossando fasce nere al braccio con il semplice e toccante messaggio “Grazie, Charlie”.
La vittoria di Beccaria non è solo un successo personale e un risultato storico per la vela italiana, ma anche un importante passo in avanti in vista della Vendée Globe 2028, di cui la Vendée Arctique rappresenta la prima regata di qualificazione.