La decisione di World Gymnastics di revocare le restrizioni per gli atleti russi e bielorussi, consentendo loro di gareggiare con maglia, bandiera e inno nazionale, ha generato una forte reazione alla vigilia della tappa milanese della Coppa del Mondo di ginnastica ritmica. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso pubblicamente la sua netta contrarietà, definendo la scelta della federazione internazionale come “grave e incomprensibile”.

Abodi ha ribadito che la normalizzazione della presenza di atleti russi e bielorussi con i loro simboli nazionali è “incompatibile con i valori olimpici”.

Il ministro ha richiamato l'attenzione sulla guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, iniziata nel 2022, e ha auspicato che World Gymnastics possa riconsiderare le modalità di partecipazione. La sua richiesta è chiara: permettere agli atleti di competere esclusivamente a titolo individuale e neutrale, senza l’utilizzo di emblemi nazionali, finché il conflitto persisterà.

La svolta di World Gymnastics e il contesto internazionale

La decisione di World Gymnastics rappresenta un significativo cambiamento rispetto alle politiche precedenti. Nel marzo 2022, gli atleti russi e bielorussi erano stati inizialmente esclusi dalle competizioni internazionali a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.

Successivamente, verso la fine del 2024, era stata concessa loro la possibilità di gareggiare in qualità di neutrali. Ora, la federazione ha optato per un completo ripristino, permettendo la partecipazione sotto la bandiera nazionale. Questa risoluzione è stata presa dal comitato esecutivo di World Gymnastics durante una riunione tenutasi in Egitto.

La revoca delle restrizioni si estende a tutte le cinque discipline gestite da World Gymnastics, che includono la ginnastica artistica, la ritmica, l'acrobatica, l'aerobica e il trampolino. La Russia, storicamente una delle nazioni più performanti nel campo della ginnastica, aveva già partecipato ai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sotto la sigla del Comitato Olimpico Russo, conquistando due ori e un totale di dieci medaglie, prima di essere esclusa dai Giochi di Parigi 2024.

Precedenti e il dibattito sulla neutralità sportiva

La scelta di World Gymnastics non è isolata nel panorama sportivo internazionale, ma si inserisce in un trend già osservato in altre federazioni. World Aquatics, per esempio, aveva già consentito il ritorno degli atleti russi e bielorussi con le proprie bandiere lo scorso aprile, mentre la Federazione Internazionale di Judo aveva revocato il proprio divieto nel novembre precedente. Anche il Comitato Paralimpico Internazionale aveva rimosso la sospensione, permettendo la partecipazione degli atleti dei due Paesi alle Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026.

Il dibattito sulla presenza di atleti russi e bielorussi nelle competizioni internazionali rimane particolarmente acceso, con posizioni divergenti tra le varie federazioni e istituzioni sportive. La ferma richiesta del ministro Abodi si colloca in questo contesto, sottolineando l'importanza di mantenere una rigorosa linea di neutralità finché il conflitto in Ucraina perdurerà.