Alex Cora, ex manager campione del mondo con i Red Sox, è emerso come uno dei principali candidati per la posizione vacante di manager dei Mets, alimentando un rinnovato senso di speranza tra i tifosi. Il suo curriculum e i commenti positivi su Cohen e Stearns rafforzano la sua candidatura. In un’intervista al podcast in lingua spagnola “Trabuqueando”, Cora ha elogiato il proprietario Steve Cohen definendolo un “big dog” e ha descritto il dirigente principale del baseball, David Stearns, come “intelligente”. Ha inoltre apprezzato la disponibilità della squadra a investire su free agent di alto profilo, osservando: “Non ha funzionato ancora, quindi vengono massacrati per questo, ma quante altre squadre si trovano nella stessa situazione proprio ora?”

L'esperienza vincente di Alex Cora

La storia recente dei Mets alla guida tecnica è stata travagliata.

Solo uno degli ultimi quattro manager — Buck Showalter — aveva già guidato una squadra a livello MLB. I due predecessori immediati, Mickey Callaway e Luis Rojas, hanno fallito clamorosamente. Carlos Mendoza, nonostante abbia portato la squadra alle NLCS nel 2024, verrà ricordato per il crollo del 2025 e per le numerose vicende disastrose della stagione attuale. Il suo licenziamento è avvenuto il 26 giugno 2026, dopo una serie di sei sconfitte consecutive e un record di 34-47, con Steve Cohen che ha definito la stagione una “delusione totale”. Andy Green, vicepresidente senior dello sviluppo giocatori, è stato nominato manager ad interim per il resto della stagione.

Al contrario, Cora vanta un pedigree vincente: ha conquistato la World Series nel 2018 con i Red Sox e ha raggiunto i playoff tre volte in oltre sette stagioni, divise in due mandati.

La sua esperienza include la gestione in mercati importanti e lo sviluppo di una mentalità vincente in tre squadre campioni del mondo.

Fattori culturali e la pressione sui Mets

Aspetti culturali potrebbero favorire la candidatura di Cora. Superstar come Juan Soto e Francisco Lindor potrebbero essere più propense a sostenere un manager ispanico; Lindor e Cora sono originari di Porto Rico, mentre Soto è della Repubblica Dominicana. È evidente che i Mets non possono permettersi un altro errore nella scelta del prossimo manager — e questa non è un’esagerazione.

La pressione sulla dirigenza è ulteriormente accentuata dalla possibile introduzione di un limite salariale. Il proprietario Cohen ha già investito oltre un miliardo di dollari in Lindor e Soto.

Attualmente, i Mets e i Dodgers sono le uniche squadre con salari superiori ai 300 milioni.

Candidati alternativi e la sfida con le stelle

Se la scelta non dovesse ricadere su Cora, la dirigenza dovrà orientarsi su un profilo con molta esperienza in panchina. Tra i nomi citati figurano Brad Ausmus, David Ross — che ha espresso pubblicamente il desiderio di tornare a dirigere — e Fredi González, noto per la sua mente da baseball e la capacità di costruire relazioni. Altri candidati accreditati includono Carlos Beltrán, Joe Girardi, Kai Correa e lo stesso Andy Green, che ha l’occasione di dimostrare il proprio valore.

Indipendentemente dal nome, il prossimo manager dovrà essere capace di gestire personalità di spicco come Soto e Lindor.

L’ex allenatore assistente Eric Chavez ha accusato Soto di rimanere in gabbia durante le partite, e le critiche sul comportamento di Lindor nei confronti della squadra e dei tifosi sono troppo numerose per essere ignorate. Il modus operandi dei Mets suggerisce che Cohen e Stearns o punteranno tutto per assicurarsi il prossimo manager, oppure sceglieranno un candidato rischioso e poco provato. Non esiste una via di mezzo quando si parla dei Mets.