Il sociologo e psichiatra Paolo Crepet ha lanciato una critica incisiva e pungente nei confronti delle nuove generazioni, prendendo a modello i giovani campioni del tennis Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Con un tono ironico e decisamente provocatorio, Crepet ha evidenziato un presunto paradosso nella società contemporanea: "Possibile che sbracati sul divano ammiriamo Sinner e Alcaraz, che sanno cosa sono fatica e impegno, e poi ai nostri figli puliamo il nasino a 10 anni come a 20?", ha affermato con forza in un'intervista rilasciata al quotidiano Repubblica.

L'importanza di esempi concreti e stimolanti

Crepet ha proseguito il suo incisivo ragionamento, sottolineando con fermezza l'urgenza di offrire alle nuove generazioni modelli di vita autentici, stimolanti e concreti. Ha espresso la sua profonda ammirazione per i "rivoluzionari" che dimostrano coraggio, spirito d'iniziativa e una genuina capacità di affrontare le sfide: "Ai ragazzi bisogna dare degli esempi. Amo i rivoluzionari, ma quelli che osano, sfidano le onde da velisti, vanno a cercarsi un lavoro in Antartide, gli ultimi dei Mohicani". Questa visione, profondamente radicata nel pensiero del sociologo, contrasta nettamente con una diffusa tendenza alla protezione eccessiva, che, a suo dire, finirebbe per ostacolare seriamente lo sviluppo dell'autonomia e della resilienza giovanile.

In un ulteriore passaggio della sua intervista, lo psichiatra ha lanciato una provocazione sullo stile di vita contemporaneo e sulle abitudini consolidate, suggerendo con una punta di sarcasmo: "Vorrei il divieto di ordinare cibo a casa sotto i 35 anni". Un commento che mira chiaramente a stimolare una maggiore indipendenza, un ritorno a pratiche più attive e una riduzione della dipendenza da servizi esterni.

Il messaggio di Crepet sulla società attuale

L'intervento di Crepet, originariamente apparso sulle pagine di Repubblica, è stato successivamente ripreso e ampiamente diffuso da Adnkronos, amplificando il dibattito sulle sue affermazioni. La scelta di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz come figure emblematiche non è affatto casuale: i due giovani tennisti sono universalmente riconosciuti per la loro straordinaria dedizione, la ferrea professionalità e l'indiscussa capacità di affrontare la fatica e l'impegno costante.

Queste sono proprio le qualità che Crepet ritiene cruciali e che, a suo parere, sono spesso assenti o sottovalutate nei percorsi di crescita delle nuove generazioni, troppo spesso viziate da un'eccessiva protezione familiare e da una mancanza di stimoli reali.

La critica alla tecnologia e alla solitudine moderna

La posizione di Crepet si inserisce in un più ampio e coerente quadro di critica alla cultura contemporanea e alle sue derive, un tema già affrontato in un precedente e significativo articolo pubblicato sempre su Repubblica. In quell'occasione, il sociologo aveva denunciato con veemenza gli effetti alienanti della tecnologia e l'isolamento crescente causato dall'uso smodato dei dispositivi digitali, affermando in modo perentorio che "L’IA ci fa scemi, lo scroll e l’algoritmo anche".

Per contrastare efficacemente la superficialità dilagante e la solitudine moderna, Crepet aveva ribadito con forza l'importanza vitale del gioco, della creatività e della vita condivisa, considerandoli elementi fondamentali e irrinunciabili per uno sviluppo sano e per la costruzione di relazioni umane autentiche e significative.