Grigor Dimitrov ha compiuto una straordinaria impresa a Wimbledon, tornando sul Centre Court meno di un anno dopo aver subito un infortunio devastante. Il 7 luglio 2025, durante gli ottavi di finale, il tennista bulgaro si era lacerato un muscolo pettorale mentre conduceva per due set contro Jannik Sinner, un episodio che lo aveva costretto al ritiro e lo aveva portato a piangere per due ore nello spogliatoio prima di recarsi in ospedale. Oggi, a 35 anni, Dimitrov ha festeggiato uno dei momenti più significativi della sua carriera, trionfando in una battaglia epica contro l'italiano Matteo Berrettini.

Dopo la vittoria, Dimitrov ha espresso tutta la sua gioia: “È davvero incredibile essere di nuovo qui. Sono così felice”, ha dichiarato, aggiungendo: “Sono semplicemente felice di essere tornato. Volevo solo venire a competere ancora, e ancora, e ancora, il più possibile”. Un'emozione palpabile che lo ha spinto a dedicare una buona mezz’ora agli autografi per i fan presenti sul Centrale.

La resilienza in campo contro Berrettini

Il match contro Berrettini è stato un’autentica prova di forza e resilienza, conclusosi con il punteggio di 6-3, 6-4, 3-6, 5-7, 6-3. Dimitrov ha mostrato una straordinaria determinazione, non lasciandosi scoraggiare quando l’italiano ha rimontato da due set sotto, portando la sfida al quinto set.

Con una concentrazione incrollabile, il bulgaro ha ripreso il controllo nel parziale decisivo, assicurandosi una vittoria emozionante, la sua ventottesima in carriera a Wimbledon.

Commentando la sua prestazione e la mentalità adottata, Dimitrov ha affermato: “Il tennis non è uno sprint, è una maratona”. Ha riconosciuto l’ottima performance dell’avversario nel terzo e quarto set, spiegando di aver dovuto “costantemente riformulare la mia mente per rimanere positivo” fino a quando non si è presentata l’opportunità decisiva. Questa capacità di gestire la pressione e mantenere un atteggiamento propositivo si è rivelata fondamentale per il suo successo.

Un ritorno che riscrive la storia personale

Attualmente classificato al numero 146 del mondo, Dimitrov ha raggiunto per la sesta volta gli ottavi di finale a Wimbledon.

Questo risultato assume un significato ancora maggiore considerando l’assenza di ex finalisti nella metà bassa del tabellone, aprendo la strada a una potenziale ulteriore avanzata nel torneo.

Il suo ritorno è un vero e proprio atto di riscrittura della propria storia. “Penso che dopo l’anno scorso, il modo in cui sono uscito, non avrei mai saputo cosa sarebbe successo. Ma indovinate? Quest’anno sono tornato qui e sono in grado di riscrivere tutto di nuovo”, ha dichiarato. Per lui, l'essenza non è solo vincere o perdere, ma superare ogni ostacolo e vivere pienamente il momento presente. “Non si tratta di vincere o perdere, ma di superare ogni ostacolo di fronte a me e rimanere nel momento presente.

Godersi momenti come questi. L’ho ripetuto più di mille volte durante la partita di oggi. Mi dicevo: ‘Goditi questo momento. Non capita spesso di giocare qui, e non so davvero quante altre volte potrò tornare, quindi tanto vale sfruttarlo al massimo’”.

Il percorso verso la rinascita

Un anno dopo l’infortunio che lo costrinse al ritiro contro Sinner, Dimitrov ha trasformato il dolore e la delusione in una potente motivazione. Nel suo percorso verso questo trionfo, ha sconfitto il ceco Jakub Mensik, testa di serie numero quindici, con il punteggio di 7-6(5), 4-6, 7-5, 6-3, guadagnandosi l'accesso al terzo turno e l'opportunità di affrontare Berrettini. Questa serie di vittorie testimonia la sua determinazione a superare le difficoltà personali, come ha sintetizzato: “Non si tratta di vincere, si tratta di conquistare me stesso”. Un messaggio che va oltre il campo da tennis, evidenziando la sua profonda crescita personale e sportiva.