È un giorno cruciale per il futuro della Nazionale italiana di calcio. Martedì 28 luglio, a Roma, il Consiglio federale della FIGC è chiamato a prendere una decisione definitiva riguardo al nuovo commissario tecnico. Dopo una serie di eventi che hanno scosso la federazione, tra cui il passo indietro di Andrea Pirlo e le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, il presidente Giovanni Malagò sembra orientato a puntare con decisione su Roberto Mancini, che emerge nuovamente come il principale candidato per guidare gli Azzurri.

La crisi tecnica e le mosse federali

La situazione di incertezza tecnica è esplosa in seguito al rifiuto di Andrea Pirlo di assumere l'incarico. La sua decisione è stata travolta dalle polemiche legate a un presunto contratto con lo sponsor russo Fonbet, un elemento che ha complicato ulteriormente il quadro. A ciò si sono aggiunte le inattese dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo, che hanno lasciato i rispettivi ruoli dopo appena sedici giorni. Questa rapida successione di eventi ha creato un vuoto di potere e la necessità di una scelta rapida e ponderata. Il presidente Malagò, consapevole dell'importanza del momento, aveva già dichiarato che “martedì è una data possibile” per l’annuncio del nuovo CT, ma ha sempre sottolineato l'importanza di valutare con la massima cura tutte le opzioni disponibili prima di giungere a una decisione finale.

Roberto Mancini in forte vantaggio, Antonio Conte sullo sfondo

Il nome di Roberto Mancini si conferma il più accreditato per la prestigiosa panchina azzurra. Le ricostruzioni indicano che già alla fine di maggio, ancor prima dell'elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, si sarebbe tenuto un incontro significativo tra i due. Da quell'incontro, l'ex commissario tecnico sarebbe uscito con la ferma convinzione di poter tornare a guidare la Nazionale. Questa circostanza ha rafforzato la sua posizione come favorito. Nonostante ciò, Antonio Conte rimane un'alternativa considerata, soprattutto per il sostegno che riceve da parte della Lega Serie A. Tuttavia, al momento, non risultano esserci stati contatti concreti o avanzati tra Conte e la Federazione, lasciando Mancini in una posizione di netto vantaggio.

Il retroscena dell'incontro decisivo di maggio

Un elemento chiave in questa vicenda è l'incontro avvenuto tra Giovanni Malagò e Roberto Mancini a fine maggio. Questo colloquio, secondo quanto ricostruito, ha rappresentato una vera e propria svolta nelle dinamiche federali. Durante l'incontro, Mancini avrebbe ricevuto rassicurazioni tali da fargli maturare la certezza di poter effettivamente tornare alla guida della Nazionale. Questa fiducia lo avrebbe spinto a compiere un passo concreto: contattare Lele Oriali. L'obiettivo era chiaro: chiedergli di seguirlo in questa eventuale nuova avventura come commissario tecnico, segno evidente della sua intenzione di ricostruire uno staff e un progetto tecnico. Questo retroscena sottolinea la serietà e la concretezza delle trattative che hanno portato Mancini a essere il candidato più forte per la panchina azzurra in questo delicato momento.