La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina è stata segnata da momenti di forte tensione, episodi disciplinari e problemi fisici che hanno condizionato la squadra di Lionel Scaloni.
Maxi rissa dopo il fallo di Paredes
Il primo episodio chiave arriva al 52'. Leandro Paredes, entrato in campo da appena quattro minuti, commette un duro fallo a metà campo che gli vale il cartellino giallo. L'intervento scatena la reazione dei giocatori della Spagna, che si avventano sul centrocampista argentino. La situazione degenera rapidamente in una maxi rissa, con l'arbitro Vincic costretto a intervenire per riportare la calma.
Due infortuni complicano i piani di Scaloni
La partita dell'Argentina viene condizionata anche da due problemi fisici nel reparto arretrato. Al 44' Lisandro Martinez è costretto a lasciare il campo per un infortunio, con Otamendi che prende il suo posto. Al 70' anche Romero si accascia a terra e deve essere sostituito. Rimasto senza i due difensori centrali titolari, Scaloni è costretto a inserire Medina.
Rosso a Fernandez e proteste di Messi
In pieno recupero arriva un altro episodio decisivo. Enzo Fernandez interviene a gamba tesa a centrocampo e riceve il secondo cartellino giallo, lasciando l'Argentina in dieci uomini.
Durante le proteste successive all'espulsione del centrocampista, si accende anche Lionel Messi. Il numero 10 argentino segnala all'arbitro Vincic che Cucurella sta parlando con gli avversari coprendosi la bocca, ma il direttore di gara decide di non richiedere l'intervento del Var.