Il pilone della nazionale italiana di rugby, Marco Riccioni, è stato squalificato per due giornate dalla commissione disciplinare indipendente del Nations Championship. La decisione arriva a seguito di una rissa scoppiata dopo il match tra Italia e Australia, un episodio che ha visto Riccioni coinvolto nonostante si trovasse in panchina. La sanzione, motivata da una "condotta contraria allo spirito del gioco", lo costringerà a saltare due importanti impegni con il suo nuovo club, il Perpignan.

L'incidente si è verificato al termine della partita persa dagli Azzurri con un punteggio di 57-10 contro l'Australia.

Riccioni, pur non essendo in campo, è stato coinvolto in una bagarre iniziata tra i giocatori e proseguita fino alla linea laterale nel secondo tempo. Inizialmente, la commissione aveva previsto una squalifica di quattro settimane. Tuttavia, grazie all'ammissione di responsabilità del giocatore, ai suoi precedenti disciplinari impeccabili, alla condotta tenuta durante il procedimento e al pentimento dimostrato, la pena è stata ridotta a due turni. Di conseguenza, Riccioni non potrà partecipare alle gare del Perpignan in programma il 14 e il 27 agosto.

Le motivazioni e la riduzione della pena

La commissione disciplinare ha valutato il comportamento del pilone italiano come palesemente contrario ai principi di sportività e al regolamento del gioco.

Nonostante Riccioni non fosse attivo sul terreno di gioco al momento della rissa, la sua partecipazione alla mischia che si è estesa fino alla zona delle panchine è stata considerata grave. La decisione di dimezzare la squalifica da quattro a due giornate è stata una diretta conseguenza dell'ammissione di colpa da parte di Riccioni e del suo atteggiamento collaborativo durante l'intero procedimento disciplinare, elementi che hanno giocato un ruolo cruciale nella valutazione finale.

Questo episodio segna un momento insolito nella carriera di Riccioni. Il giocatore, che ha recentemente firmato un contratto triennale con il Perpignan dopo aver militato per quattro stagioni nei Saracens, non aveva infatti mai ricevuto un cartellino rosso a livello internazionale prima di questo incidente.

La squalifica lo obbligherà a mancare le amichevoli pre-campionato del suo nuovo club contro Biarritz e Bath, compromettendo parzialmente la sua preparazione iniziale con la squadra catalana.

Contesto e implicazioni della squalifica

La sanzione inflitta a Riccioni si inserisce in un periodo delicato per il rugby italiano sul fronte disciplinare, seguendo di fatto una precedente squalifica comminata al commissario tecnico Quesada. Per il Perpignan, la temporanea assenza del pilone nelle prime uscite stagionali rappresenta una difficoltà iniziale, sebbene la squadra potrà contare su di lui per l'inizio del Top 14, il massimo campionato francese. Riccioni, un atleta di ventotto anni con trentanove presenze in nazionale, aveva esordito con l'Italia alla vigilia della Coppa del Mondo 2019 e si era sempre distinto per la sua correttezza e professionalità in campo.

Il caso di Riccioni richiama alla memoria altri episodi simili nel panorama del rugby internazionale, come quello che coinvolse Niall Annett, espulso in circostanze analoghe prima ancora di debuttare ufficialmente con il suo nuovo club. Questa vicenda sottolinea con forza l'importanza del rispetto delle regole, non solo all'interno del rettangolo di gioco ma anche al di fuori, e il significativo peso delle decisioni disciplinari sul percorso e sulla reputazione di un atleta professionista.