Nonostante una stagione 2026 di grande rilievo, tre giocatrici di punta delle Atlanta Dream sono state escluse dalla formazione titolare dell’All-Star Game della WNBA. Le protagoniste di prestazioni notevoli, Rhyne Howard, Allisha Gray e Angel Reese, non sono state selezionate tra le starter, una decisione che ha generato ampie discussioni tra addetti ai lavori e tifosi.

Rhyne Howard e la controversa classificazione di ruolo

Tra le esclusioni più discusse spicca quella di Rhyne Howard. Considerata una delle migliori giocatrici "two-way" della lega, la sua mancata inclusione è stata ampiamente attribuita alla decisione di classificarla come guardia anziché come ala, il ruolo che ricopre prevalentemente in campo.

Howard ha mostrato un significativo miglioramento statistico rispetto alla stagione precedente, passando da 17,5 punti a partita e il 37,5% dal campo nel 2025 a 18,6 punti e il 41,8% nel 2026.

L'analisi delle votazioni ha rivelato che Howard si è classificata quinta tra le guardie con un punteggio ponderato di 6, risultato della combinazione tra i voti di tifosi, media e giocatrici. Mentre i suoi colleghi l’hanno votata seconda tra le guardie, i media l’hanno posizionata quarta e i tifosi solo nona. Molti osservatori hanno fortemente criticato questa classificazione, sottolineando come la giocatrice sia quasi sempre impiegata come ala e che, anche con l'errata assegnazione di ruolo, il suo rendimento eccezionale su entrambi i lati del campo avrebbe dovuto garantirle un posto tra le titolari.

Le esclusioni di Allisha Gray e Angel Reese

Anche Allisha Gray, un'altra guardia delle Dream, è stata esclusa, a favore di Kelsey Mitchell. Sebbene un leggero calo nella percentuale di tiro da tre punti abbia influito sulla decisione, le sue riconosciute capacità difensive e la sua costante presenza in campo avrebbero potuto giustificare la sua inclusione nel quintetto iniziale. Per quanto riguarda Angel Reese, la giocatrice si è classificata sesta nella votazione dei fan, subito dietro Gabby Williams. La sua esclusione è stata influenzata anche dall'elevata attenzione mediatica riservata a Natasha Howard.

Nonostante ciò, i numeri di Reese parlano chiaro: è la leader della WNBA per rimbalzi e si posiziona appena fuori dalla top ten per rubate a partita, statistiche che, secondo un'ampia fetta di pubblico e addetti ai lavori, avrebbero meritato un maggiore riconoscimento e un posto tra le titolari dell'All-Star Game.

Il peso delle votazioni e la forte concorrenza

Il processo di selezione delle titolari per l’All-Star Game WNBA si basa su un sistema combinato di voti espressi da tifosi, media e giocatrici. Nel caso specifico di Rhyne Howard, la forte concorrenza nel ruolo di guardia ha giocato un ruolo cruciale. Giocatrici del calibro di Paige Bueckers, Olivia Miles, Caitlin Clark e Kelsey Mitchell hanno ottenuto un piazzamento superiore.

Nonostante Howard vanti una percentuale da tre punti superiore a quasi tutte le altre guardie (ad eccezione di Mitchell e Bueckers) e sia leader della lega nelle palle rubate, non è riuscita a conquistare un posto tra le titolari. La sua esclusione, come ampiamente evidenziato, sembra essere stata determinata principalmente da una classificazione di ruolo che non rispecchiava appieno le sue effettive caratteristiche di gioco e il suo impatto complessivo sulla squadra.