Il calcio in Palestina si prepara a una ripartenza significativa: la Federcalcio palestinese ha annunciato la ripresa delle attività per i club a partire dal 4 settembre. Questo evento segna la fine di una pausa forzata durata quasi tre anni, imposta dal conflitto a Gaza. La prima competizione in programma sarà la “Coppa dei Mille Martiri”, un torneo istituito in memoria degli oltre mille atleti palestinesi che hanno perso la vita durante la guerra, secondo i dati forniti dalla stessa federazione.
Un torneo di forte valore simbolico
La Coppa dei Mille Martiri vedrà la partecipazione di oltre duecento club, provenienti da diverse aree: centocinquantaquattro dalla Cisgiordania occupata, quarantaquattro da Gaza e trentasei dai campi profughi palestinesi situati in Libano.
L’iniziativa assume un profondo valore simbolico, rappresentando un momento cruciale di rinascita e speranza per l'intero movimento calcistico palestinese.
Le richieste della Federcalcio alla FIFA
Il presidente della federazione, Jibril Rajoub, ha espresso con fermezza la resilienza del popolo palestinese. “Non abbiamo perso la nostra volontà nazionale, né la convinzione che lo sport continuerà ad essere simbolo di speranza e vita”, ha dichiarato Rajoub, riprendendo il concetto espresso nel sottotitolo. In un contesto più ampio, Rajoub ha ribadito alla FIFA la richiesta di imporre sanzioni ai club israeliani operanti negli insediamenti della Cisgiordania e di procedere con la sospensione di Israele dall’organizzazione mondiale del calcio, a causa della condotta tenuta a Gaza.
Il calcio a Gaza: la ripartenza sui campi improvvisati
Anche nella Striscia di Gaza, duramente colpita dalla distruzione, il calcio ha trovato il modo di riemergere. A Jabalia, la Federcalcio palestinese ha allestito un campo da gioco improvvisato: sono state rimosse le macerie, posata erba artificiale di recupero e installata una recinzione, il tutto accanto a edifici devastati. Su questo terreno, atleti amputati e squadre locali hanno potuto riprendere a giocare, restituendo frammenti di normalità e resilienza, nonostante la fragile tregua che caratterizza la regione.