Le città ospitanti del Nord America si dichiarano pronte ad accogliere il Mondiale FIFA 2026, ma l’entusiasmo per l’avvio imminente del torneo è offuscato da significative proteste. Le principali criticità riguardano le restrizioni sui visti, i costi elevati per i tifosi e un caso emblematico che ha sollevato ampie discussioni: l’esclusione dell’arbitro somalo Omar Artan, a cui è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti.
Preparativi e l'attesa in Nord America
Gli Stati Uniti si preparano a ospitare circa il settantacinque per cento delle partite del torneo, con settantotto incontri su centiquattro distribuiti in undici città.
Da Kansas City a Toronto, le autorità locali assicurano che i piani di sicurezza sono stati definiti, le reti di trasporto sono in fase di collaudo e le fan zone sono pronte ad accogliere centinaia di migliaia di visitatori. A Kansas City, nel Missouri, la prima partita è in programma il sedici giugno. Mallory Cage, direttrice del FIFA Fan Festival and Events, ha sottolineato l'ambizione della città: “Vogliamo mostrare al mondo che Kansas City è in piena ascesa. Stiamo crescendo: non siamo più, come si dice, uno Stato da sorvolare, ma una destinazione verso cui volare”. Ha aggiunto l'auspicio che i cittadini “siano entusiasti di ospitare l’evento, di mettersi in mostra e di essere fieri che tutto questo si svolga praticamente nel loro cortile di casa.”
In Canada, Toronto ospiterà sei partite a partire da questo venerdì.
Sharon Bollenbach, direttrice esecutiva per il Mondiale della città, ha invitato a “fare proprio questo momento nella storia della nostra città e del nostro Paese, e vivere pienamente tutto ciò che questa opportunità ha da offrire. Siamo pronti ad accogliere il mondo e non vediamo l’ora del calcio d’inizio.” Le autorità prevedono l’arrivo di circa trecentomila visitatori per l'evento.
Le controversie: visti, costi e il caso Artan
Nonostante i preparativi avanzati nelle città ospitanti, tifosi e addetti ai lavori devono affrontare ostacoli significativi. Tra questi spiccano i prezzi esorbitanti dei biglietti, i costi elevati per alloggi e trasporti, e le stringenti restrizioni sui visti imposte dagli Stati Uniti.
Un episodio particolarmente rilevante è quello che ha coinvolto Omar Artan, eletto miglior arbitro africano del 2025 dalla CAF e primo somalo selezionato per le fasi finali di un Mondiale. Artan è stato escluso dal torneo dopo che gli è stato negato l’ingresso negli Stati Uniti. Era arrivato all’aeroporto internazionale di Miami da Istanbul, ma il suo ingresso è stato rifiutato.
La FIFA ha chiarito di non essere coinvolta nelle procedure di immigrazione e ha comunicato che lo status di Artan “non verrà modificato per il momento”. Il rifiuto del visto per Artan è avvenuto per “vetting concerns”, ovvero preoccupazioni legate ai controlli di sicurezza, nonostante fosse in possesso di un visto valido. Questo episodio solleva interrogativi sulle politiche migratorie in relazione ai grandi eventi sportivi e sul rispetto del principio di neutralità sportiva.