Oswaldo Pirela, coordinatore dei ricevitori nelle minor league dei San Diego Padres, è stato fermato e si trova in custodia dell’ICE. La detenzione è avvenuta all’aeroporto internazionale di El Paso, Texas, mentre Pirela rientrava in Arizona da un viaggio di lavoro. Conferma da famiglia e società sportiva. I San Diego Padres hanno dichiarato di essere “venuti a conoscenza della detenzione” e di star “raccogliendo informazioni”, senza commenti.
Pirela, cittadino venezuelano, lavora per i Padres dal 2024 e risiede negli Stati Uniti dal 2014. Precedentemente, tra il 2009 e il 2011, ha avuto una breve carriera come ricevitore nelle minor league dei Texas Rangers.
La famiglia riferisce che Pirela ha una richiesta di asilo pendente per persecuzioni in Venezuela e un’autorizzazione lavorativa attiva. Il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS) ha dichiarato che Pirela “è entrato legalmente il 10 settembre 2014” con permesso fino al 10 febbraio 2018. Il DHS ha però specificato che avrebbe “oltrepassato il periodo consentito” e che “autorizzazione lavorativa o domanda pendente non conferiscono status legale negli Stati Uniti”.
Situazione legale e appello familiare
Pirela rimarrà in custodia ICE in attesa del procedimento di rimozione, con diritto al dovuto processo. La madre ha lanciato un appello pubblico su Instagram, rivolto a un deputato dell’Arizona e a organizzazioni per i diritti umani, descrivendo il figlio come “un padre devoto, un figlio e fratello affettuoso, un uomo laborioso, di fede e integrità”, invitando alla mobilitazione.
La sorella Daniela ha aggiunto: “Da quando è arrivato in questo paese, l’unica cosa che ha fatto è rispettare le regole e comportarsi correttamente”.
Oswaldo Pirela vive a Peoria, Arizona, con la moglie e i due figli, cittadini statunitensi. La vicenda ha suscitato attenzione tra colleghi e nella comunità sportiva, che segue gli sviluppi con apprensione.
Sostenere Pirela: il contesto detentivo
Famiglia e sostenitori invitano a sensibilizzare l’opinione pubblica e a contattare i rappresentanti politici locali, specie in Arizona. Si suggerisce inoltre di supportare organizzazioni che assistono gli immigrati detenuti, come Freedom For Immigrants, tramite volontariato o donazioni. Il caso di Pirela evidenzia la complessità delle normative sull’immigrazione negli Stati Uniti, inserendosi in un contesto più ampio di detenzioni ICE che coinvolgono persone con richieste di asilo pendenti e autorizzazioni lavorative.