I Golden State Warriors stanno affrontando un'estate che genera crescente preoccupazione tra gli addetti ai lavori e i tifosi. Nonostante Stephen Curry continui a esibire prestazioni di livello d'élite, il roster che lo circonda appare ancora insufficiente per competere ai massimi livelli. A sollevare il dibattito è stato Kendrick Perkins, ex stella NBA e ora stimato commentatore di ESPN, che ha puntato il dito contro il general manager Mike Dunleavy e il proprietario Joe Lacob, esortandoli a intervenire con maggiore decisione sul mercato.

Le critiche di Kendrick Perkins

Durante una puntata del popolare programma “First Take”, Perkins ha espresso chiaramente la sua insoddisfazione per l'immobilismo della franchigia. Ha dichiarato che non si può continuare a parlare di tentativi vani di migliorare la squadra, poiché i Warriors, allo stato attuale, sono una formazione da play-in destinata a raggiungere i playoff, ma senza reali ambizioni di titolo. Perkins ha affermato con forza: “Mike Dunleavy deve fare qualcosa. Joe Lacob deve metterlo sotto pressione e spingerlo a migliorare questo roster”, aggiungendo con enfasi che si sta parlando di Steph Curry e che è fondamentale agire.

Un mercato estivo senza scossoni

L'estate dei Warriors è stata caratterizzata da una notevole assenza di mosse significative.

La squadra non è riuscita a convincere LeBron James a unirsi a Curry e ha sorprendentemente rifiutato un'offerta per Jaylen Brown, una decisione che oggi appare poco lungimirante. Sul fronte delle acquisizioni, non sono stati ingaggiati nuovi giocatori di spicco tramite free agency o scambi. Le uniche operazioni di rilievo si sono limitate alla conferma di veterani come Draymond Green, De’Anthony Melton, Al Horford, Kristaps Porziņģis e Charles Bassey. Gli unici volti nuovi sono i giovani Yaxel Lendeborg, selezionato all'undicesimo posto al draft, e Lajae Jones, scelto al secondo giro.

Perkins ha ribadito la sua preoccupazione, sottolineando che, con un roster così strutturato, Curry, che si avvicina ai 39 anni, rischia di dover trascinare una squadra destinata al play-in per l'ennesima stagione.

Ha evidenziato che un giocatore con quattro campionati NBA alle spalle, consapevole di come è fatto un roster da titolo, non può sprecare altro tempo sperando che Mike Dunleavy faccia le mosse giuste per competere per un titolo, specialmente in una Western Conference così agguerrita. Secondo l'analista, per come è strutturata la Western Conference quest'anno, i Warriors saranno di nuovo una squadra da play-in.

Il quadro critico confermato

Un'analisi indipendente condotta da NBC Bay Area rafforza ulteriormente questo quadro critico. L'estate dei Warriors è stata definita “lackluster”, ovvero priva di brillantezza, con un roster che è rimasto sostanzialmente invariato rispetto alla stagione precedente.

La scorsa annata si è conclusa con un record di 37 vittorie e 45 sconfitte, posizionando la squadra al decimo posto nella Western Conference. Anche secondo questa fonte, le operazioni di mercato si sono concentrate quasi esclusivamente su conferme interne e scelte al draft, senza l'inserimento di alcun elemento di peso che possa realmente supportare Curry nella difficile corsa verso i veri playoff e un potenziale titolo NBA.