Durante il processo per la morte di Diego Armando Maradona, un nutrizionista della nazionale argentina ha testimoniato in aula, rivelando una forte discussione tra il campione e il neurochirurgo Leopoldo Luque nei giorni precedenti il decesso. Il testimone chiave, Luciano Spena, ha raccontato in dettaglio di essersi recato il 18 novembre 2020 nell'abitazione di Maradona. Era accompagnato dal medico clinico Pedro Di Spagna – anch'egli tra gli imputati nel processo in corso – con l'intento specifico di valutare le condizioni di salute dell'ex calciatore.
Tuttavia, nonostante l'intenzione, la visita non fu possibile. Spena ha riferito che, dopo l'arrivo del neurochirurgo Luque, si udirono chiaramente “discussioni o grida” provenire dalla stanza dove si trovava Maradona, prima che lo stesso Luque affermasse categoricamente che “non era una buona giornata” per procedere con l'accertamento medico previsto.
Il decesso di Maradona e le accuse
La tragica scomparsa di Diego Armando Maradona avvenne il 25 novembre 2020, causata da un edema polmonare acuto che fu la conseguenza diretta di un'insufficienza cardiaca. In relazione a questo evento, otto professionisti sanitari, tra cui medici, infermieri e operatori del settore, sono stati formalmente imputati.
L'accusa nei loro confronti è di omicidio semplice con dolo eventuale, una grave imputazione che mira a stabilire le responsabilità nella gestione della salute del campione. Tra le figure centrali accusate figurano il neurochirurgo Leopoldo Luque, che era il medico curante principale, e la psichiatra Agustina Cosachov.
Il nuovo processo e gli imputati
Il dibattimento giudiziario in corso, ripreso nell'aprile del 2026, rappresenta una fase cruciale, specialmente dopo l'annullamento del primo processo per una serie di irregolarità procedurali. La giustizia argentina ha deciso di riaprire il caso con l'obiettivo di accertare in modo definitivo le responsabilità del team medico che aveva in cura Diego Armando Maradona nei giorni immediatamente precedenti la sua tragica morte.
Secondo le accuse formulate dalla procura, il gruppo di professionisti avrebbe operato in maniera “inadeguata, deficiente e temeraria”, creando una situazione di abbandono per il campione. Oltre a Leopoldo Luque e Agustina Cosachov, la lista degli imputati include anche lo psicologo Carlos Díaz, il medico clinico Pedro Di Spagna, l'infermiera coordinatrice Nancy Forlini, l'infermiere Mariano Perroni e Ricardo Almirón. Le udienze di questo nuovo e complesso processo si tengono settimanalmente presso il tribunale penale di San Isidro, e si prevede l'ascolto di circa cento testimoni per ricostruire ogni dettaglio.