Continua a tener banco il caso legato alle aliquote Tasi, una delle tre componenti dell’Iuc insieme ad #imu e Tari; una partita che sembrava a due (#Governo e Comuni) si apre adesso ad un terzo contendente, i partiti, che in assenza di modifiche all’emendamento al decreto legge Enti Locali minacciano di scatenare una crisi di governo.



Sul piede di guerra in particolare Scelta civica, con la senatrice Stefania Giannini a risultare la più determinata: ‘Non vogliamo la crisi, ma bisogna dare risposte agli italiani. La presa di posizione di Scelta civica sulla Tasi non è improvvisa e non è un'alzata di scudi, ma vogliamo che la maggioranza affronti i vari capitoli in maniera sistematica: ribadisco che non voteremo anche se verrà posta la fiducia’.

Ed è facile comprendere, aggiungiamo noi, che se Scelta civica non vota la fiducia, il governo cade.

Calcolo Imu 2014, Iuc e Tasi: aliquote Tasi oggetto del contendere, detrazioni, conteggi e rischio rincari

In questa partita a tre ognuno ha le sue ragioni, e più o meno buone che siano, il problema è trovare una soluzione che accontenti tutti.



La vecchia Imu prevedeva un’aliquota al 4 per mille sulle prime case che i Comuni recavano facoltà di innalzare fino al 6 per mille, cifre lontane anni luce dal massimo previsto per la Tasi (3,5 per mille). I Comuni  hanno dunque il problema di dover fare i conti con un gettito quasi dimezzato, e se il Governo non interverrà i bilanci rischiano di crollare (su questo punto ha insistito più volte il sindaco di Torino Piero Fassino).



Il Governo Letta ha allora deciso di venire incontro a questa esigenza, proponendo però una soluzione non gradita: l’emendamento al dl Enti Locali offre infatti la possibilità ai Comuni di innalzare le aliquote Tasi ma soltanto per avere a disposizione le risorse atte destinare le detrazioni alle famiglie meno abbienti. Una soluzione che ‘risolve il problema solo al 50%’ ha ribadito più volte nei giorni scorsi lo stesso Fassino.



A pagare il prezzo di questa bagarre saranno certamente i contribuenti, specie quelli meno abbienti; le famiglie che rientreranno infatti nelle fasce protette dalle detrazioni non pagheranno quasi nulla (in alcuni casi risulteranno addirittura esentati), ma chi ne rimarrà escluso avrà invece a che fare con versamenti molto più onerosi rispetto a quelli della vecchia Imu.



Se si considera che la cancellazione della seconda rata Imu 2013 (in riferimento alla quale la sanatoria per gli errori nei versamenti rischia di cadere) per i possessori di prime case voleva per l’appunto evitare l’insorgere di una simile situazione, si può avere ben chiaro il quadro e comprendere il pasticcio nel quale si rischia ancora una volta di naufragare.



Sempre Scelta civica, che nella giornata di ieri ha incontrato il Premier Letta chiedendo l’introduzione di adeguati correttivi, ha ribadito la volontà di creare un tavolo di discussione dal quale entro un mese emerga con chiarezza la configurazione delle tasse sulla casa 2014.



In mancanza di ciò le conseguenze, sociali, politiche ed economiche insieme, saranno decisamente pesanti.