Prosegue la trattativa Comuni e Governo sulle aliquote Tasi prima e seconda casa: l’incontro di inizio settimana sembrava aver scritto la parola fine sulla vicenda, ma il buco da 800 milioni di euro rinvenuto a proposito del gettito imu sugli immobili produttivi (categoria catastale D) ha rimesso tutto in discussione.



Il meeting che ha visto coinvolti tra gli altri il ministro Delrio, il ministro Saccomanni e Piero Fassino sembrava fosse stato risolutore: il governo ha infatti riconosciuto la fondatezza delle argomentazioni presentate dai Comuni, che nel passaggio dall’Imu alla Tasi lamentano un mancato introito di quasi 1 miliardo e mezzo di euro.

Le ipotesi per mettere al riparo i bilanci comunali dal possibile rischio default sono varie, ma la più accreditata - almeno sino alle ultime verifiche - prevedeva il riversamento  del gettito Imu sugli immobili produttivi di categoria D nelle casse comunali in luogo dell’attuale destinazione (le casse erariali dello Stato).



Un gettito complessivo contabilizzato in oltre 4,3 miliardi di euro, se non  fosse che fatti due conti il gettito effettivamente ricavato dall’Imu sugli immobili produttivi di categoria D nel 2013 ammonta a 3,4 - 3,5 miliardi. Il buco sarebbe di 7-800 mln di euro e rischierebbe di rimettere di nuovo in gioco ogni accordo fatto in merito alle aliquote Tasi prima e seconda casa. Chiaramente i conti andranno rifatti.

Tasi 2014: calcolo, aliquote prima e seconda casa, detrazioni e scadenza

La aliquote Tasi 2014 sono attualmente fissate al 2,5 per mille sulla prima casa e al 10,6 per mille sulla seconda, infinitamente più ridotte quindi rispetto alla precedente Imu (che sulle prime case poteva spingersi sino al 6 per mille); da qui il buco da 1,4 miliardi per i mancati introiti comunali e l’inizio dei tavoli di negoziazione con il Governo.



Entro fino gennaio arriverà un decreto ad hoc - ha fatto sapere il governo - che consentirà ai Comuni di innalzare le aliquote Tasi prima e seconda casa dello 0,8 per mille, ma il ‘tesoretto’ andrà utilizzato solo per sostenere le detrazioni.



Un buona notizia per i contribuenti, dato che chi rientrerà nell’alveo di soggetti cui spettano le detrazioni Tasi 2014 pagherà pochissimo sino ad essere in alcuni casi totalmente esentato. Per quanto riguarda infine i requisiti per aver diritto alle detrazioni e la scadenza, ancora non vi è alcuna certezza. Per quel concerne il primo punto, di certo come discriminante sarà utilizzato il reddito, ma limiti e condizioni non sono ancora stati esplicitati.



Stesso discorso per la scadenza Tasi 2014; la prima rata, in linea teorica, scadeva il 16 gennaio 2014, ma considerata la bagarre c’è stato un rinvio. Probabile a questo punto che il pagamento della Tasi 2014 slitti effettivamente a giugno del 2014, nella speranza che intanto venga trovato un accordo. Le parti si incontreranno nuovamente il 28 gennaio.



Quella rappresentata dalle aliquote Tasi 2014 è una delle tematiche più controverse cui è chiamato a far fronte il governo Letta, insieme ad amnistia e indulto e alla legge elettorale; di positivo c’è il fatto che il governo ha avviato più tavoli di discussione, il tutto nella speranza di porre un argine a questioni economiche e sociali la cui pendenza potrebbe metterne a rischio la sopravvivenza stessa.