In principio c'era l'ICI, poi abolita ma per ben poco tempo, finché arrivò la tanto odiata #imu, ma dopo la prima bastonata agli italiani questa veniva già sopraffatta dalla TRISE, la quale non riuscì ad entrare in vigore, per far posto all'Imposta Unica Comunale IUC, composta da TARI, TASI ed IMU, ma che di imposta unica aveva ben poco, in quanto i vari componenti vanno pagati singolarmente. E poi arriva la notizia che dal 2015 il Governo Renzi vorrebbe finalmente riunire le imposte relative alle abitazioni degli italiani, le tasse comunali insomma.

Ma non è tutto ora quel che luccica, in realtà la proposta, che arriva dal sottosegretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, vorrebbe unificare soltanto la #Tasi e l'IMU, mentre la Tari (TAssa sui RIfiuti) ne resterebbe fuori, essendo questa più una tariffa che il cittadino paga per il servizio, che una tassa.

D'altronde in Italia le tasse non sono intese come un contributo per un servizio di cui tutti usufruiamo, dato che i nostri soldi chissà dove vanno a finire e di servizi ne vediamo ben pochi, quindi, dato che i soldi per la Tari sembra siano realmente utilizzati per il servizio di raccolta rifiuti, è difficile chiamarla tassa.

La proposta

Ironia a parte, il testo presentato dovrebbe essere incluso nella nuova Legge di Stabilità, ma nulla è ancora definitivo. Le uniche certezze sono che l'aliquota di riferimento sarà differenziata per prima o seconda casa e che in caso di immobile affittato, una parte della quota sarà pagata anche dall'inquilino. Zanetti si dice disponibile a modifiche, in caso si volesse includere anche la TARI.

In pratica, a parte qualche tecnicismo sarà come tornare alla vecchia IMU, due scadenze fisse, 16 giugno e 16 dicembre.

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La prima rata avrà l'importo del 50% di quanto pagato quest'anno, mentre la seconda servirà a saldare in base all'aliquota fissata dai vari Comuni. Sì, perché resterà l'idea di base del federalismo fiscale, su base comunale. L'aliquota di base sarà del 2,5 per mille, ma ogni Comune potrà modificarla in rialzo fino al 3,5 per mille, oppure diminuirla fino ad azzerarla, ma visti i buchi finanziari c'è da scommetterci che in ben pochi comuni questo accadrà.

Enrico Zanetti si dice favorevole a fissare delle detrazioni stabilite a livello nazionale, ossia 200 euro di default, altri 50 euro per figlio, per arrivare ad un massimo di 400 euro detraibili. Speriamo stavolta gli italiani riescano a risparmiare qualcosa, a conti fatti negli ultimi anni per ogni modifica a queste tasse abbiamo sempre sborsato qualcosa in più. #Matteo Renzi