Novembre e dicembre si confermano mesi nerissimi per quanto concerne le scadenze fiscali: oltre alle imposte sulla casa con il saldo dell’Imu 2014 da dover effettuare entro e non oltre il 16 dicembre 2014, a tenere col fiato sospeso gli italiani c’è l’acconto #Irpef 2014, la cui scadenza è fissata al primo dicembre. A complicare il quadro connesso a tasse e fiscalità anche la Legge di Stabilità appena approvata, con le nuove previsioni relative all’aumento della tassazione sui fondi pensione integrativi e il nuovo regime dei minimi che entrerà in vigore per i possessori di partita IVA a partire dal primo gennaio 2015 a creare più di qualche grattacapo a milioni di contribuenti.

Tornando all’acconto Irpef 2014, cerchiamo di capire come si calcola, quali sono i soggetti coinvolti, chi risulta esente dall’obbligo di versamento e quali siano in ultimo le modalità di pagamento previste dalla normativa vigente. Ribadiamo che la scadenza per saldare l’acconto Irpef 2014 è comunque fissata a lunedì primo dicembre.

Acconto Irpef 2014: calcolo, modalità di pagamento, soggetti coinvolti ed esenzioni

Iniziamo subito a chiarire quali siano i soggetti coinvolti dall’acconto Irpef 2014: si tratta di tutti quei contribuenti che in questo 2014 hanno esibito il Modello 730 relativo ai redditi maturati nel 2013 e che devono versare un’imposta Irpef a saldo del precedente anno. In altre parole, a pagare saranno i soggetti che nel 2014 hanno presentato il Modello Unico o il modello 730 relativo ai redditi maturati nel 2013. Sottolineiamo che l’imposta dichiarata nell’anno di riferimento - conteggiando anche detrazioni e crediti d’imposta - deve comunque risultare superiore alla soglia di 51,65 euro. Il calcolo dell’acconto Irpef 2014 può essere effettuato ricorrendo ad un duplice pull di tecniche, ovvero il metodo storico e il metodo previsionale: a variare nei due casi è il modello preso come riferimento, dato che col metodo storico il calcolo viene parametrato sulla base dell’imposta dovuta per l’anno precedente risultante dal modello Unico mentre con quello previsionale ci si deve basare sull’imposta dovuta per l’anno in corso. Quali sono però i soggetti esentati dal pagamento dell’acconto Irpef 2014? Si tratta di tre categorie, i contribuenti minimi, coloro i quali nel Modello Unico PF 2014 abbiano dichiarato il conseguimento di redditi d’impresa o lavoro autonomo come tali assoggettati all’imposta sostitutiva prevista dal regime per le nuove iniziative produttive e coloro i quali non hanno maturato reddito nel corso dell’anno 2013. Ricordiamo che il pagamento dell’acconto Irpef 2014 va effettuato tramite modello F24. Come sottolineato in apertura, l’acconto Irpef 2014 non è la sola pratica impositiva cui gli italiani dovranno far fronte di qui a Natale: ad animare gli incubi dei contribuenti troviamo innanzitutto la seconda rata dell’Imu 2014, che andrà versata a titolo di saldo per l’imposta entro il 16 dicembre prossimo. Il pagamento dell’Imu certo non sta creando gli stessi problemi degli anni scorsi (la normativa è ormai consolidata) ma si tratta di una semplice eccezione dato che a partire dall’anno prossimo il regime normativo-impositivo relativo alle tasse sulla casa cambierà nuovamente. Un altro elemento particolarmente critico concerne poi il nuovo regime dei minimi 2015: se il disegno riformatore inserito in Legge di Stabilità andrà in porto dal primo gennaio del nuovo anno la tassazione salirà dal 5 al 15% con il requisito di accesso allo stesso regime dei minimi che per i professionisti risulterà fissato in 15mila euro annui. Si attende ancora l’esito di alcuni emendamenti che potrebbero radicalmente cambiare la situazione, staremo a vedere. Se desiderate seguire i futuri sviluppi in tema di tasse e fiscalità vi invitiamo a cliccare il tasto ‘Segui’ poco sotto il titolo del pezzo.