La tanto temuta bolletta della luce torna agli onori delle cronache, e non per la solita voce che circola ormai da qualche anno che vorrebbe includere in essa il tanto evaso Canone Rai. Un'idea paventata dapprima dal Governo Monti, poi auspicata dal successivo esecutivo guidato da Letta e ora tornata in auge con l'attuale Governo Renzi; e che potrebbe vedere la luce (e scusate il gioco di parole) il prossimo settembre. Ma ora si parla di vera e propria rivoluzione nel calcolo dei consumi della luce elettrica, dato che il sistema vige da quarant'anni e ha mostrato negli anni le proprie pecche. Ad annunciarlo l'Autorità per l'energia in un documento.

Vediamo cosa prevede il cambiamento.

Il sistema vigente

Come detto, l'attuale regime di calcolo vigente fu approvato a metà anni '70, quando il mondo affrontò la tanto temuta crisi energetica. La ratio era sostanzialmente questa: punire chi consumava di più con tariffe progressive proporzionali ai consumi, proprio perché, in un contesto di risorse limitate, faceva un danno alla comunità. Ma come dicevamo, negli anni il sistema ha mostrato diverse lacune. Esempio il classico caso del single benestante che, in proporzione, paga una tariffa inferiore a quella di una famiglia numerosa, e poco capace anche di sostenere consumi più efficienti da un punto di vista ambientale. Di qui la necessità, anche alla luce della crisi economica in corso, di rivedere questo sistema.

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Come cambierebbe il calcolo

Tra le opzioni che l'Autorità vorrebbe applicare si prevede quella per cui le tariffe di rete sono uguali per tutti e quindi non più progressive, mentre l'ammontare necessario alla copertura degli oneri generali viene caricato per il cinquanta percento in base alla potenza e per il restante cinquanta percento sui consumi, differenziando altresì tra residenti e non residenti. Chi ci perde e chi ci guadagna? La bolletta resta invariata per il consumatore medio, mentre avvantaggerebbe ad esempio le famiglie numerose residenti, che beneficerebbero di risparmi oltre i seicento euro. Ad essere penalizzato, di contro, ad esempio un single benestante, che potrebbe vedere rincari oltre i settanta euro, ma anche ad esempio coppie senza figli o con un figlio che però consumano abbastanza. Per loro l'aumento potrebbe superare i quaranta euro. Ad essere particolarmente penalizzati però sarebbero i consumatori non residenti, che consumano fino a novecento kilowattori in più, con aumenti che sfiorerebbero i 130 euro. Mentre i non residenti con consumi alti risparmierebbero quasi 190 euro.

Quando entra in vigore

Ma dall'annuncio e dalle intenzioni dell'Autorità fino alla sua concretizzazione potrebbe passare un bel po' di tempo. Dall'inizio della consultazione devono passare due anni, dunque se inizia nel gennaio del prossimo anno, come da regolamento, la novità dovrebbe arrivare dal primo gennaio 2018.

Riproponendo il gioco di parole di cui sopra: questa novità vedrà davvero la luce?