Siamo ormai giunti a 48 ore di distanza dalla prima scadenza valida per lo Spesometro 2015, lo strumento col quale i contribuenti di tutta Italia dovranno comunicare all'Agenzia delle Entrate le operazioni rilevanti ai fini #Iva effettuate in riferimento all'anno 2014. In buona sostanza gli italiani dovranno comunicare al Fisco tutte le spese sostenute nell'anno fiscale appena trascorso, mossa questa che nasconde a sua volta la strategia adottata dall'Amministrazione finanziaria per combattere l'evasione fiscale. Pur continuando a monitorare le dichiarazioni dei redditi, i tecnici tributari controlleranno infatti le spese effettuate che devono evidentemente risultare in linea con il reddito percepito.

E' nell'incrocio tra fonti reddituali e acquisti portati a termine che il Fisco spera dunque di individuare le sacche di evasione ancora presenti nel nostro paese. Lo Spesometro 2015 servirà allo scopo?

Spesometro 2015, scadenze, multe e invio Fisconline: un italiano su tre a rischio evasione - Si parte il 10 aprile

Nell'analizzare il capitolo connesso allo Spesometro 2015 bisogna innanzitutto ricordare le scadenze per l'invio del documento all'Agenzia delle Entrate: 10 aprile per chi liquida l'IVA mensilmente e 20 aprile per chi lo fa con cadenza trimestrale. Nell'ottica di alimentare il processo di digitalizzazione della PA - oltre che di snellire i procedimenti tributari cui devono far fronte gli italiani - l'Agenzia delle Entrate ha previsto un invio che potrà avvenire direttamente in Rete previo accesso al portale Web Fisconline. Che la lotta all'evasione si sia fatta ancora più dura lo si evince dalla nuova norma che impone di notificare qualsiasi tipo di operazione, anche quelle al di sotto dei fatidici 3600 euro. Negli anni passati in media un accertamento su tre è terminato con il responso di evasione da parte del contribuente di turno: l'Agenzia delle Entrate cura ormai da anni plurimi database nei quali detiene dichiarazioni dei redditi e spese effettuate, ecco che un controllo incrociato diviene sufficiente ad individuare spese non giustificate dal montante reddituale dichiarato. L'anno passato le operazioni al di sopra dei 3600 euro comunicate al Fisco furono oltre 400mila: per quest'anno si prevedono cifre più basse, trend del resto in linea con una #Dichiarazione dei redditi che da alcuni anni fa registrare 15mila euro annuali come dato medio. Contro i furbetti verrà comunque adottata la cosiddetta tolleranza zero: i trasgressori dello Spesometro 2015 subiranno infatti multe dai 258 ai 2mila euro a seconda della gravità dell'infrazione e del ritardo con il quale si provvederà a porvi rimedio.