Mentre il premier Renzi continua a promettere tagli sulle tasse entro il 2017 e, inizia a circolare la voce su una futura tassa sui morti, gli italiani continuano ad'interrogarsi sulla famosa tassa sui condizionatori d'aria che, a detta di molti, sarebbe attualmente sotto esame da parte del #Governo. La notizia ha giustamente allarmato senonchè  irritato gli italiani che, hanno mal reagito all'idea dell'ennesima tassa su un bene, che proprio in questi giorni di caldo opprimente, si sta rivelando "di prima necessità". 

Ebbene, se siete in possesso di un condizionatori d'aria  e avete pensato di smontarli appena appresa la notizia, potete tranquillamente tornare a godervi il fresco in quanto, tutte le voci circolate sui social ed alcuni siti sulla tanto chiacchierata tassa sui condizionatori sarebbero soltanto il frutto di un grosso mal'inteso.

I chiarimenti del Ministero dello Sviluppo Economico in merito alla tassa sui condizionatori. 

Il disguido, se così si può chiamare, sarebbe nato dalla cattiva interpretazione dei vincoli che regolano il libretto d'impianto per i condizionatori e per le caldaie che, dal 2014, deve essere obbligatoriamente in possesso di proprietari ed amministratori di condominio. Tale libretto, stando alla normativa europea che ne ha disciplinato l'entrata in vigore per regolare l'emissione di anidride carbonica, deve necessariamente accompagnare  tutti gli impianti di aria calda/fredda, che superino i 12Kw: certificare il proprio impianto di riscaldamento o di aria condizionata, ossia richiedere il libretto,  può costare dai 100€ ai 200€ a seconda del tipo e dei componenti che vanno a formare l'impianto.

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Da qui la nascita dell'equivoco, che ha portato alle voci sulla "tassa sui condizionatori" 

Viste le tante chiacchiere e mal'umori, che questa "voce di corridoio" ha alimentato, il Ministero dello Sviluppo Economico ha pensato bene di chiarire la situazione attraverso una nota, nella quale evidenzia i seguenti punti focali :

  • Non esiste nessuna tassa sui condizionatori d'aria domestici e questi non sono soggetti all'obbligo del libretto.
  • Solo gli impianti in grado di raffreddare ambienti di dimensioni pari o superiori ai 160 mq ( alberghi, condominii ecc...) sono soggetti a controlli periodici e all'obbligo della certificazione. 
  • Tali controlli servono per accertare che gli impianti rispettino le norme in materia di efficienza energetica e, che non siano dannosi per l'ecosistema ossia, che non emettano nell'ambiente quantitativi dannosi di anidride carbonica. 

Quindi, come si suol dire, " tanto rumore per nulla". #Matteo Renzi