Ricordate la clamorosa sentenza della Corte Costituzionale che aveva stabilito come la legge Fornero, cioè quella che bloccava gli adeguamenti Istat per le #Pensioni dal 2012 in poi, fosse illegittima? 

Ebbene, con la pensione di agosto pare sia finalmente arrivato il rimborso degli arretrati che così tanti italiani aspettano. Ma vediamo bene tutti i dettagli di questa manovra fiscale che tenta di rimediare ad un errore. Tra le tante assurde introdotte dal #Governo, ultima delle quali quella sui funerali, i tanti danneggiati infatti rischiano di ritrovarsi anche beffati, in quanto otterranno, se tutto va bene, meno di quello che avrebbero dovuto ricevere se tutto si fosse mantenuto inalterato.

E i ricorsi sono già in preparazione. 

Solo una minima parte del dovuto, non si riavrà quanto tolto

Naturalmente i rimborsi sono una buona notizia per chi si è visto togliere un adeguamento che spettava di diritto, a fronte di tutti i balzelli che si devono corrispondere praticamente per ogni cosa. Tuttavia, affermano i sindacati, il governo sembra non aver recepito la sentenza della Corte, in quanto "il rimborso che arriverà ad agosto nelle tasche dei pensionati italiani è solo una minima parte del dovuto". Secondo i calcoli effettuati dalla Uilp i rimborsi dovrebbero ammontare ad una percentuale variabile tra un minimo del 10,82% ed un massimo del 32,27%. E concludono affermando che si tratta di una "una grandissima ingiustizia contro la quale la UIL e la UIL Pensionati si sono battute e continueranno a battersi".   

Ecco tutti i dettagli dei rimborsi, i più alti alle pensioni tra i 1.500 e i 1.800 euro

Dal primo agosto dovrebbero essere iniziati i rimborsi, i primi destinatari dei quali nonché quelli che vedranno i rimborsi maggiori, sono i pensionati con assegni che oscillano tra i 1.500 e i 1.800 euro.

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Il bonus va dai 796 ai 955 euro per le pensioni fino a 1.600, nello specifico. Per le pensioni più alte, cioè quelle che arrivano quasi ai 3.000 euro, il rimborso sarà di circa 471 euro. Apparentemente si potrebbe obiettare che chi ha una pensione così alta dovrebbe accontentarsi, ma il punto è che innanzitutto chi ha una pensione ha lavorato una vita versando contributi per ottenerla, e in secondo luogo si tratta di una trattenuta non dovuta. Per fare un esempio, chi ha una pensione di circa 2.800 euro, secondo i calcoli riportati dall'Ansa, avrà un assegno di rimborso di 471 euro, a fronte di un assegno dovuto di 4.360; appena cioè il 10%. Ci rimarrà forse da fare come Lionel, il clochard francese che in barba alla crisi ha trovato lavoro distribuendo il suo cv sotto il metrò?

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