Nell'ultimo periodo il Governo Renzi è stato oggetto di numerose critiche a causa di alcune riforme tese a portare nuove entrate nelle casse dello Stato: tagli alle pensioni di reversibilità, canone Rai in bolletta e molti altri interventi simili. Le tasse, dunque, si confermano una spada di Damocle che grava sulla testa degli italiani che sono tra i contribuenti più tartassati d'Europa.

Ciò nonostante, in queste ore è arrivato un nuovo allarme lanciato da Confedilizia, secondo cui starebbe per giungere una nuova tassa per effettuare alcuni controlli sugli ascensori. Insomma, neanche il tempo di dire addio alle imposte sulla prima casa, che un nuovo tributo si potrebbe abbattere sui contribuenti.

Cosa potrebbe cambiare

A prevedere il nuovo salasso per gli italiani sarebbe il decreto attuativo della direttiva comunitaria numero 33 del 2014 riguardante la sicurezza degli ascensori. In sostanza, si prevedono una serie di verifiche e di controlli sugli impianti presenti nei nostri condomini, che potrebbero ammontare a circa 350 euro annui per nucleo familiare.

La norma tende a migliorare la sicurezza negli stabili, e da qui la necessità di allineare anche gli ascensori attualmente in uso ai nuovi criteri di agibilità. Il decreto prevede che gli apparecchi debbano rispettare alcuni requisiti come: precisione di fermata, livellamento tra cabina e piano, presenza di illuminazione del locale macchine, presenza ed efficacia dei dispositivi di chiusura della porta ai piani.

L'appello di Confedilizia

Il presidente di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa, ha lanciato un appello rivolgendosi direttamente al Presidente del Consiglio Matteo Renziaffinché disponga l'eliminazione di questo provvedimento. Il decreto dovrebbe essere discusso in uno dei prossimi Consigli dei Ministri, visto che la direttiva comunitaria dovrà essere recepita entro il 19 aprile.

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Uno sborso enorme per i condomini che, stando alle prime stime, potrebbero arrivare a pagare addirittura il doppio rispetto alla Tasi. Da qui l'invito rivolto al Premier di aprire una discussione sul tema, per evitare che le famiglie italiane debbano affrontare l'ennesima spesa.