Era il maggio dello scorso anno quando l'allora premier Matteo Renzi durante una diretta Facebook annunciò che il Governo stava lavorando all'intenzione di abolire una delle tasse più odiate dagli italiani - il bollo auto - ritoccando al rialzo le accise sui carburanti, "in modo da far pagare di più chi consuma e dunque inquina", spiegò il premier. Oggi, a distanza di un anno e mezzo, l'idea sul tavolo del governo sarebbe un'altra: non abolire il bollo, ma bensì rimodularlo, in modo da penalizzare le auto più vecchie e dunque inquinanti. Una misura che potrebbe far aumentare la tassa automobilistica ad un italiano su due.

L'ipotesi sul tavolo del governo

L'idea del governo, già caldeggiata a Giugno dal Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, e tornata di attualità è quella di rimodulare il bollo in modo progressivo, penalizzando le auto maggiormente inquinanti [VIDEO].

In questa direzione starebbe lavorando la Commissione ambiente del Senato. Anziché calcolare l'ammontare del Bollo auto sulla base dei cavalli fiscali del motore, sarebbe calcolato in base al tasso di inquinamento prodotto dalla vettura. Più l'auto produce inquinamento e più paga, e quindi a risentirne maggiormente sarebbero le auto di categoria Euro 3, ovvero i mezzi immatricolati tra il 2001 ed il 2006, che producono maggiori emissioni.

Il nuovo approccio

Questa ipotesi secondo la senatrice del Pd Laura Puppato, componente della Commissione Ambiente del Senato, rientrerebbe nell'ottica di un approccio basato non solo sul Prodotto Interno Lordo, ma anche sulla "sostenibilità e sulla giustizia ambientale". Secondo la senatrice durante l'anno in corso per la prima volta gli indicatori del "Benessere Equo e Sostebile" sono stati inclusi nella manovra finanziaria, e ciò sarebbe da considerare un approccio rivoluzionario.

Un'iniziativa che secondo i promotori dovrebbe sensibilizzare la società al tema della sostenibilità ambientale. Puppato auspica che questa riforma possa essere inserita nella Legge di Bilancio 2018, entrando in vigore già a partire dal prossimo anno.

Quasi un veicolo su due è Euro 3

Secondo una rilevazione effettuata a Giugno, quando si iniziò a parlare di questa possibile rimodulazione del bollo, il 44% dei veicoli circolanti sono Euro 3. Sarebbero queste le automobili che rischiano di vedere aumentare sensibilmente la tariffa del bollo, e senza incentivi alla rottamazione - ipotesi che fu ritenuta costosissima e difficilmente praticabile - molti proprietari di automobili non avranno la possibilità di acquistare un'auto nuova. La rimodulazione del bollo rischia pertanto di andare a colpire le fasce più deboli della popolazione, ovvero coloro che non possono permettersi un veicolo nuovo.