Introdurre la flat tax immediatamente e per tutte le aziende e i professionisti potrebbe essere più difficile di quanto effettivamente preventivato. Non solo per gli imprescindibili vincoli europei ma, molto più prosaicamente, per la mancanza delle necessarie coperture. Di conseguenza, calcolando che gli introiti effettivi del prossimo condono fiscale o pace fiscale altrimenti detta si dovrebbero aggirare intorno ai 3,5 miliardi di euro, il governo starebbe ragionando sulla possibilità di introdurre comunque subito una sorta di mini flat tax rivolta, almeno inizialmente, alle sole partite Iva con ricavi fino ai 100 mila euro annui.

In cosa consiste la mini flat tax

Come messo in evidenza da Ansa e Il Sole 24 Ore il governo guidato da Giuseppe Conte ha effettuato la sintesi delle varie ipotesi circolate in questi mesi e predisposto una proposta di legge, depositata alla Camera dalla Lega di Matteo Salvini e sottoscritta anche dal M5S. La proposta si incentra su una aliquota unica al 15% che dovrebbe andare a sostituire Irpef, Irap e varie addizionali.

Inoltre, si è avuto un occhio di riguardo anche per le aziende start-up, in modo da favorire lo sviluppo e l'innovazione tecnologica. Infatti queste ultime godranno, per almeno cinque anni dalla loro fondazione, di una tassazione ridotta al 5%. Come accennato sopra, il nuovo regime forfettario dovrebbe essere esteso a tutte le persone fisiche esercenti una qualunque attività d'impresa, arte o professione con ricavi intorno ai 100 mila euro conseguiti nel corso dell'anno precedente.

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Le coperture stimate e la data di partenza

Secondo i primi firmatari della proposta di legge, Riccardo Molinari capogruppo della Lega alla Camera e il suo omologo del M5S Francesco D'Uva, il costo stimato di questa prima mini flat tax dovrebbe aggirarsi sui 3,5 miliardi di euro a partire dal prossimo anno. Quindi la riforma si finanzierebbe con le entrate derivanti dalla pace fiscale e entrerebbe pienamente in vigore nel 2019.

Questo per consentire alla rottamazione bis, partita a luglio 2018, di dispiegare tutti i suoi effetti benefici sulle entrate dello Stato. Comunque, per andare sul sicuro, il testo del nuovo disegno di legge prevede anche una riduzione di tutte le dotazioni di parte corrente dello Stato nella misura dell'1% ad eccezione dei cosiddetti oneri inderogabili. In pratica tutte le spese per le politiche di sostegno sociale e a favore delle famiglie come anche quelle per la salvaguardia della sicurezza nazionale e quelle militari e di tutela della salute pubblica.

Il disegno di legge, come detto, è stato depositato e con la discussione della prossima legge di Bilancio c'è da credere che il tema della flat tax tornerà prepotentemente alla ribalta considerando che si tratta di uno dei cavalli di battaglia della Lega di Matteo Salvini ed è inserita nel contratto per il Governo del cambiamento. Anche perché da settimane il sottosegretario all'Economia Massimo Bitonci è al lavoro sul tema per trovare il giusto compromesso.

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