I controlli fiscali stanno per ricominciare. E interesseranno, letteralmente, milioni di contribuenti italiani. Esattamente 8,5 milioni di contribuenti. A confermare la ripresa degli accertamenti fiscali è stato il Direttore dell'Agenzia delle Entrate e dell'Agenzia delle Entrate - Riscossione, l'avvocato Ernesto Maria Ruffini. E questo nel corso della sua audizione davanti alla Sesta Commissione Finanze e alla Decima Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati. Il Direttore Ruffini ha riferito alle Commissioni della Camera dei Deputati sull'attività delle agenzie fiscali in merito alle misure per il sostegno del sistema finanziario con riferimento all'aspetto tributario e della riscossione.

Nel corso dell'audizione il Direttore Ruffini ha messo in evidenza, oltre alla ripresa dei controlli fiscali, come il Legislatore abbia corretto il tiro prevedendo l'esclusione dell'applicazione della proroga biennale originariamente prevista dei termini di decadenza.

Controlli fiscali e riedizione di rottamazione e Pace Fiscale

Entrando maggiormente nel dettaglio, il Direttore dell'Agenzia delle Entrate Ruffini ha chiarito che la Pubblica Amministrazione finanziaria ha già predisposto gli atti da notificare a partire dal 1 giugno 2020 e fino al 31 dicembre 2020. D'altra parte, se verranno intensificati i controlli fiscali con l'obiettivo di recuperare a gettito quante più Tasse possibile in una fase in cui, a causa dell'epidemia di Coronavirus, l'economia italiana sarà fortemente depressa, è anche vero che il Direttore dell'AdE ha fatto delle importanti aperture.

Ruffini, infatti, ha detto che potrebbe essere utile se ci fosse una nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle esattoriali e della Pace Fiscale. Anche perché il "magazzino" degli atti affidati dai vari Enti della Pubblica Amministrazione all'Agente della Riscossione è molto consistente.

Secondo i dati forniti dallo stesso Ruffini nel corso della sua audizione davanti alle competenti commissioni della Camera dei Deputati, l'importo dei crediti residui che riguarda una platea di circa 17,4 milioni di contribuenti ammonta a 954,7 miliardi di euro. Tale somma, ha spiegato Ruffini, è stata calcolata al netto di diverse altre componenti tra cui, a titolo meramente esemplificativo, le quote annullate a seguito dello stralcio dei carichi di importo fino a 1000 euro affidati agli agenti della riscossione dal 2000 al 2010, o per le quote annullate a seguito dell'adesione dei contribuenti alle prime due edizioni della rottamazione delle cartelle esattoriali.

E come si è detto, i controlli fiscali riguarderanno circa 8,5 milioni di contribuenti. Quindi poco meno della metà di quelli inseriti nel magazzino dell'AdER.

Controlli Fiscali e abrogazione proroga di due anni per accertamenti

Il Direttore dell'Agenzia delle Entrate ha fatto notare come il Legislatore, con il maxi - emendamento approvato al Senato il 9 aprile 2020, ha provveduto a modificare il dettato normativo contenuto nell'articolo 67, comma 4, del Decreto Cura Italia che aveva concesso all'Agenzia delle Entrate due anni in più per poter notificare ai contribuenti - debitori le cartelle esattoriali di pagamento. Tale proroga è stata ora eliminata. Per Ruffini, l'invio di una così considerevole mole di notifiche e, quindi, dei conseguenti controlli fiscali, è un effetto perverso proprio della esclusione, da parte del Legislatore, della proroga biennale precedentemente concessa all'Agenzia delle Entrate.

D'altra parte, ha ribadito Ruffini, l'Agenzia delle Entrate deve muoversi sempre entro il perimetro normativo prestabilito e predisposto dal Legislatore.

Atti notificati prima della sospensione

Se milioni di italiani, anche a causa della cancellazione della proroga biennale, stanno per ricevere dei controlli fiscali, ce ne sono migliaia di altri che saranno obbligati a saldare le cartelle di pagamento e gli avvisi di accertamento loro notificati prima dell'inizio del periodo di sospensione dei termini previsto dai vari decreti emergenziali emessi dal Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Ruffini, infatti, ha fatto notare come l'Agenzia delle Entrate deve operare nel rispetto delle norme attualmente in vigore.

Di conseguenza, per il Direttore dell'Agenzia delle Entrate sarebbe auspicabile che fosse il Legislatore ad emanare una norma ad hoc per poter estendere la sospensione anche agli atti notificati prima della sospensione. Una tale norma, infatti, sarebbe in vigore solo per i contribuenti residenti nella zona rossa.

Segui la pagina Coronavirus
Segui
Segui la pagina Tasse
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!