La bicicletta, mezzo di locomozione ecologico e salutare ancora in voga, ha superato indenne ogni nuova tecnologia in materia di locomozione. Anzi, sta vivendo una seconda vita, riscoperta com'è alla luce dell'ormai atavico caro-benzina e del problema smog che attanaglia tutte le metropoli moderne. In molti capitali del Mondo sono previste numerose piste ciclabili, mentre in Italia si fa ancora fatica perché molti agglomerati urbani risultano cementificati oltremodo. Pertanto è difficile adibire degli spazi alle bici.
In Italia sono oltre tre milioni le bici rubate
Comunque, la riscoperta della bicicletta sta coinvolgendo anche il nostro Paese e lo dimostra un altro dato non proprio positivo, ossia il fatto che ogni anno siano oltre tre milioni le bici rubate: ilche rende un capolavoro del cinema neorealista italiano, Ladri di biciclette, del grande Vittorio De Sica, ancora tristemente attuale. Ma se catenacci e lucchetti sembrano non bastare, un aiuto ai ciclisti viene dalle applicazioni, che hanno dimostrato di poter aiutare nei più disparati campi. Nasce infatti Sherlock, una startup dell'Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino.
Trattasi di un antifurto Gps collegato ad una app
Trattasi di un antifurto Gps, che può essere collegato al proprio smartphone mediante un'applicazione da scaricare.
Sarà in grado di localizzare in ogni momento la bicicletta in modo molto preciso. Risulterà molto utile anche nel caso non ci si ricordasse dove l'abbiamo parcheggiata.Dietro Sherlock c'è il lavoro di sei menti: due dottorandi del Politecnico di Torino: una key-account e una training specialist che lavorano in multinazionale manifatturiera, uno stagista presso Intel e una project manager presso un'altra start-up. La base del loro lavoro è Torino, capoluogo piemontese già in passato culla di altre scoperte. La loro invenzione può trovare un interesse di portata mondiale, visto che il problema delle bici rubate riguarda un po’ tutti i paesi, ove più, ove meno. E noi, da italiani, glielo auguriamo.