Sta per concludersi l'edizione del Festival dell'Oriente tenutasi dall'1 al 3 febbraio presso FieraMilano City. In quest'ultima giornata, la manifestazione accoglierà due maestre dello shamisen, uno degli strumenti musicali della tradizione giapponese, ovvero Hikari Shirafuji e Kanami Takeda.

L'evento è approdato nel capoluogo lombardo a partire dal 2016 come naturale evoluzione di Expo 2015 e punta a rappresentare il mondo orientale a 360 gradi svelandone usanze, tradizioni, cultura e intrattenimento: dalla Thailandia alla Cina, dal Giappone allo Sri Lanka, dall'India al Tibet, passando per la Mongolia e il Vietnam.

Le novità presentate quest'anno

All'interno dell'area espositiva, dove sono presenti bazar, aree tematiche e punti-ristoro con prodotti tipici della cucina orientale, quest'anno sono stati collocati quattro palchi: due adibiti agli spettacoli folkloristici, uno per le esibizioni delle discipline legate alle arti marziali e uno per il benessere e l'olistica.

Oggi si esibirà per la prima volta il famoso e pluripremiato duo giapponese Kiki che incanterà i presenti con le melodie dello shamisen, strumento tradizionale giapponese a tre corde.

Dalla prestigiosa scuola nipponica Taiko Center di Tokyo e Osaka, quattro percussionisti di tamburi da guerra dimostreranno le loro abilità con spettacoli di circa 50 minuti, al termine dei quali il pubblico potrà recarsi allo stand per apprendere le prime informazioni sull'arte della percussione dei tipici tamburi giapponesi.

Inoltre, anche in questa giornata conclusiva presso il Festival dell'Oriente sarà possibile visitare il Teatro Vietnamita, caratterizzato da spettacoli di marionette sull'acqua che narrano le storie tradizionali della vita dei contadini.

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Tra le novità più interessanti di quest'edizione, si segnala per i visitatori la possibilità di controllare la programmazione e una breve descrizione degli spettacoli tramite dei totem multimediali aggiornati in tempo reale, posizionati accanto ai vari palchi.

Le aree tematiche

Anche oggi il pubblico potrà ammirare una tradizionale casa nipponica sia all'interno - dove è stato collocato un futon - sia passeggiando in un giardino zen con tanto di laghetto koi attraversato da un ponte.

Nei pressi dell'abitazione si troveranno le Maestre di Cerimonia per offrire una tipica tazza da tè seguendo i dettami della cerimonia Cha no yu, oppure per insegnare alle signore come indossare un kimono tradizionale e farsi ritrarre in una posa da geisha.

Una riproduzione del dojo, il luogo per eccellenza per l'allenamento, l'isolamento e la meditazione nelle arti marziali, fa da sfondo all'avvicendarsi dei praticanti delle varie discipline, i quali non solo vi effettuano il riscaldamento ma, meditando su se stessi, si concentrano al massimo per le rispettive esibizioni.

Spiritualità tibetana

I monaci del Monastero Samten Choeling di Varanasi quest'anno hanno voluto realizzare un mandala con sabbie colorate come simbolo di pace universale. È possibile osservarli durante la minuziosa e mistica esecuzione durante la quale, in sottofondo, gli altoparlanti diffondono dei mantra sacri. Al termine della manifestazione, come da tradizione, il mandala verrà distrutto e i presenti potranno portare a casa un piccolo quantitativo della sabbia benedetta.

Il Festival dell'Oriente, dunque, anche in quest'edizione è stato una bella occasione per compiere un viaggio tra i profumi, i sapori, le culture e le suggestioni del mondo orientale e, chissà, anche per riflettere e conoscere un po' meglio se stessi.

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