Nelle prossime puntate de La notte nel cuore, Esat vivrà una svolta davanti al letto di Nuh: quando i medici annunceranno che è rimasta una sola sacca di sangue e servirà una trasfusione immediata, sarà lui a offrirsi come donatore per salvarlo.

Il carcere cambierà Esat: il mea culpa nascerà accanto al letto di Nuh

Il carcere farà pensare Esat, facendogli capire che il suo comportamento aggressivo e ostile, nei confronti delle persone che gli vogliono bene non lo porterà da nessuna parte. Per questo inizierà a fare mea culpa chiedendo scusa alla moglie Esma, poi passerà a Nuh e Melek.

Quando scoprirà che il fratello ha un tumore al cervello, correrà in ospedale da lui per domandargli perdono per tutte le umiliazioni che ha subito a causa sua. Tra fratelli regnerà la pace, ma il momento verrà interrotto dall'ingresso nella camera d'ospedale di un'infermiera.

Una sola sacca di sangue disponibile: la corsa contro il tempo salverà Nuh

I medici comunicheranno che sarà necessario procedere con una trasfusione urgente. Il valore del sangue risulterà ancora una volta troppo basso, e serviranno tre unità di sangue per stabilizzarlo. Tuttavia, in ospedale sarà disponibile una sola unità. "Se tra voi c’è qualcuno con lo stesso gruppo sanguigno...", dirà l'infermiera. In un primo momento Melek proverà a offrirsi spontaneamente: “Io sono la gemella, posso donare io”.

Ma Nuh interverrà subito: “No, non è possibile. Lei è la parente più prossima, ma è incinta”. Cihan chiederà: “Qual è il gruppo sanguigno?”. “Zero negativo", risponderà l'infermiera. A quel punto si farà avanti Esat: “Io sono zero negativo, posso donare”. Questo gesto inaspettato segnerà una svolta, perché la disponibilità improvvisa di un donatore compatibile eviterà un ritardo che avrebbe potuto costare la vita a Nuh.

Il gesto di Esat scioglierà il rancore: tra i fratelli tornerà l’abbraccio

Dopo la donazione ci sarà un momento carico di gratitudine e di sollievo. I familiari chiederanno subito notizie a Esat all’uscita della sala prelievi: “E allora, tesoro, gli hai dato il sangue?”, chiederà Sumru.

“Sì, gliel’ho dato”, risponderà Esat con un sorriso. La risposta allenterà l’ansia generale, ma resterà un dubbio: “E allora perché non è uscito anche Nuh?". "È tutto a posto, sta facendo la trasfusione", dirà Esat. A questo punto, Sevilay domanderà lo stato di Nuh: “Come sta? Sembra stabile?”. “Sta bene, meglio di com’era in camera", risponderà Esat. Sumru si rivolgerà a Esat con riconoscenza: “Ti ringrazio davvero per aver dato il sangue a tuo fratello”. Ma lui minimizzerà il gesto con semplicità: “Ma quale ringraziamento, ho solo dato sangue”. Anche Melek vorrà dirgli qualcosa: “Ti ricordi che poco fa, in camera, hai detto che ci avevi un po’ guardato dall’alto in basso? L’ho già dimenticato, Esat.

Ora che hai dato il sangue a mio fratello, anche tu e Harika siete diventati fratelli per me. Posso abbracciarvi?”. L’abbraccio tra i tre sigillerà un momento di riconciliazione: il gesto medico diventerà gesto umano, sciogliendo un rancore che fino a un attimo prima sembrava irreversibile.